sabato 30 giugno 2012

"Anna vestita di sangue" di Kendare Blake (recensione)




TitoloAnna vestita di sangue
Titolo originaleAnna dressed in blood
Autrice: Kendare Blake
Traduttore: Marco Ceragioli
Data uscita: 28 giugno 2012
Editore: Newton Compton (collana Vertigo)
Pagine: 288
Prezzo: cartaceo 12.90 €, e-book 4.99 €


TramaSuo padre lo faceva prima di essere ucciso dal fantasma che stava cercando di annientare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame, continua la missione: viaggia di città in città insieme alla madre, una strega, e al suo gatto fiuta-fantasmi, alla ricerca di spiriti malvagi. Quando arrivano a Thunder Bay per eliminare quella che la gente del posto chiama “Anna vestita di sangue”, Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazzina posseduta dalla rabbia e vittima di maledizioni, uno spirito diverso da quelli che è abituato a distruggere. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata, nel 1958. Dal giorno della sua morte, Anna uccide chiunque osi entrare nella dimora vittoriana vecchia e cadente in cui un tempo viveva. Gli spiriti delle sue vittime penetrano il legno marcio delle pareti, strisciano sul pavimento ammuffito e viscido delle cantine, senza trovare pace… Per qualche strano motivo però, Anna non uccide Cas. Anzi, si rivela l’unica in grado di aiutarlo a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre. Così, insieme agli altri strani amici del giovane, streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna?

Il mio commento

Riponevo molte speranze in Anna vestita di sangue. Leggendo recensioni e commenti in giro, mi aspettavo una ventata di originalità, una storia a tinte horror e un protagonista affascinante. Bhè... mi duole dirlo, ma non ho trovato nessuno dei tre.

Partiamo dal fattore "originalità". La trama mi aveva incuriosito proprio perché mi aveva a tratti ricordato Supernatural, telefilm americano che seguo con passione, ma di certo non mi aspettavo così tanti punti in comune (con le dovute differenziazioni, certo... sennò sarebbe stata una copia spudorata!). Qualche esempio? Il figlio (nel libro) o i figli (nel telefilm) che continuano la missione del genitore; il viaggiare di cittadina in cittadina alla ricerca di creature da far fuori (nel libro il protagonista si occupa solo di fantasmi mentre nel telefilm c'è un po' di tutto, dai demoni ai vampiri ai lupi mannari); la perdita di un genitore, ucciso da un essere sovrannaturale, con conseguente spirito di vendetta del figlio (nel libro è il padre ad essere morto, mentre nel telefilm è la madre); la presenza di sogni premonitori riguardanti la creatura che ha ucciso il genitore; per non parlare, poi, del fatto che il romanzo inizia con il protagonista che cerca di uccidere il fantasma di un autostoppista e indovinate un po' che tipo di creatura è quella con cui hanno a che fare i due fratelli nel primo episodio del telefilm? Il fantasma di un'autostoppista (che tra l'altro viene soprannominata "La Donna in Bianco" per il vestito che indossa)! Diciamo quindi pure che... Kendare Blake ha inserito giusto qualche lieve riferimento al telefilm.

Passiamo al secondo punto, ovvero il fatto che venga etichettato anche come un "horror". No, dico, ma davvero? Per un paio di scene vagamente splatter? Okay, okay... è anche vero che io ormai sono abbastanza immune al genere, e per impressionarmi o suggestionarmi ho bisogno di scene molto forti, e non è che potessi aspettarmi chissà quali e quanti dettagli (è pur sempre uno young-adult!), però dai...
Per carità, non mancano le atmosfere dark, i sussurri, la casa inquietante con tanto di cantina pullulante di fantasmi incazzati, però non basta e, secondo me, definirlo tale è un'esagerazione.

E il protagonista, invece? Teseo Cassio Lowood. Ecco, già il nome è tutto un programma. Agli inizi, sinceramente, facevo davvero fatica a prenderlo sul serio. Bastava che spuntasse fuori il suo nome, per provocarmi ilarità, per non parlare poi dell'esilarante:
«[...] a proposito, quasi tutti mi chiamano Cas».
«Caz?
«Sì. Ma con la s più dolce. [...]»
Insomma... geniale. Per una parodia di un horror. Grazie al cielo lo chiamano quasi sempre col diminutivo! Forse si sarà intuito, ma non mi è stato particolarmente simpatico, almeno fino a metà libro. No, vabbè, ma non per il nome, che - porello! - mica è colpa sua, ma più che altro per quell'aria da saputello solo-io-posso-usare-il-mio-pugnale, per quell'aura tenebrosa mista a quell'atteggiamento da cane bastonato non-voglio-soffrire-per-amore. Poi invece inizia un po' a capire che non è imbattibile e scende giù dal piedistallo, anzi, inizia quasi a farsela addosso per la paura, e di conseguenza diventa un po' più umano e fa quasi tenerezza, lui e quel suo amore impossibile.

Arrivati fin qui, probabilmente vi starete chiedendo il perché del voto che gli ho dato. Bhè, ma perché non è stata una brutta lettura, anzi! Anna vestita di sangue è un ottimo libro "da compagnia", l'ideale per passare dei pomeriggi spensierati e piacevoli. Una storia fresca e godibile, una scrittura diretta e senza fronzoli condita di ironia e pure qualche parolaccia (che non fa mai male). E poi c'è la mastodontica presenza di un personaggio favoloso, cattivo per necessità, dall'animo tormentato e che nasconde tanta voglia di vivere una vita persa, ovvero l'Anna del titolo, vestita di sangue ma anche di lacrime. Per non parlare di Thomas, amico di Cas, telepate e aspirante stregone, un po' impacciato e buffo, di una tenerezza unica. E Tebaldo (sì, vabbè, coi nomi proprio non ci siamo), il simpatico gatto di casa Lowood, abile avvistatore di fantasmi, che soffia contro il nostro eroe (eh, come no) e si strofina contro l'apprensiva mamma di Cas.
Dai, sì, gli aspetti positivi ci sono eccome e, anzi, devo ammettere che m'è persino dispiaciuto che sia finito troppo in fretta, quindi mi sento comunque di consigliarlo a chi cerca una lettura senza pretese.
Io, nel frattempo, devo solo cercare di imparare, per le prossime letture, a non crearmi troppe aspettative, in modo tale da contenere la delusione. Ci lavorerò su.


Anna Series
#1 Anna dressed in blood, 2011 (Anna vestita di sangue, 2012)
#2 Girl of Nightmares, agosto 2012

8 commenti:

  1. Siamo d'accordissimo anche sul voto! Una lettura piacevole, ma niente di eclatante. Io non vi riponevo tantissime aspettative, quindi non posso parlare di una vera e propria delusione. E' uno young adult come tanti. Carino, con una bella protagonista e una meravigliosa copertina, ma con tutti i limiti di questo genere :)

    RispondiElimina
  2. Ecco, vista la mia suggestionabilità, invece, io passo. :p
    Anche se, forse forse, quell'Anna, con una vita non vissuta e vestita di lacrime, mi sarebbe stata simpatica. :)

    RispondiElimina
  3. Ahahahahah sei un mito!!!
    Complimenti per la recensione!!!! Sei riuscito a spiegare perfettamente il tuo punto di vista in un modo assolutamente divertente!!! Mi hai fatto morire da ridere!!!!
    Inizialmente devo dire che sia la trama che la copertina accattivante avevano stuzzicato la mia curiosità ma poi ho deciso di dare la precedenza ad altri libri in uscita in questi giorni. Adesso con la tua recensione la mia curiosità è aumentata e penso proprio che più in qua, magari ad Agosto quando le uscite in libreria si bloccano, mi fionderò su questo libro!!! ^_^

    RispondiElimina
  4. Complimenti per la recensione :) Come dicevi tu, di certo non spicca per originalità, ma si tratta di certo di una lettura rapida, intrigante e avvincente, perfetta per i torridi pomeriggi estivi che stiamo vivendo ^^ Ancora complimenti!

    RispondiElimina
  5. Il fatto che non sia un horror che spaventi, mica mi piace... è uno dei motivi per cui ho apprezzato Blood Magic, dove non ci sono mille stereotipi young adult (solo 999, no scherzo XD) e la magia è vera, fa bene, ma anche male e c'è sangue a volontà!
    Difetti a parte... Caz voglio conoscerlo *__*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Finito e recensito, e adesso mi leggo i pareri della rete in tutta tranquillità. Che dire? Cas non mi è mica piaciuto. Migliora andando avanti (o forse ci avevo fatto l'abitudine), ma è insopportabile! Anna adorabile. Storia carina.

      Elimina
  6. Per fortuna hai scritto questa recensione, ammetto che stavo già cominciando a far crescere delle aspettative mica male... Continuo a essere più che interessata (soprattutto per quanto riguarda Anna, che mi pare di aver capito sia ti sia piaciuta, cosa che mi rassicura), ma diciamo che quando leggerò il libro saprò come prenderlo :)

    RispondiElimina
  7. No mi dispiace che non abbia soddisfatto le tue aspettative, peccato!
    Io sorpassando le similitudini con Supernatural, l'ho davvero adorato! Sarà che ero già pronta a trovarmi di fronte una storia di questo tipo... ovvero simile ma diversa ^^

    RispondiElimina