lunedì 18 giugno 2012

Dedicated to... #5 (speciale Saramago)


Dedicated to... è una rubrica ideata da me, che raccoglie dediche - poetiche ed emozionanti o simpatiche e diverse dal solito - tratte dai libri.

Nell'estate del 2006, girovagando sul web, ho scoperto un libro magnifico, forte e doloroso, Cecità, la cui lettura mi ha letteralmente cambiato la vita.
Da allora non ho più smesso di leggere e adorarne l'autore, José Saramago.
Esattamente due anni fa, però, il 18 giugno 2010, Saramago se n'è andato da questo mondo, e io per la prima volta nella mia vita ho pianto la morte di uno scrittore.
Perché per me non era solo questo, non era "uno dei tanti" autori che leggo. Perché quando voglio andare sul sicuro, quando voglio sentirmi a casa, quando voglio farmi scaldare il cuore, so già in quale parte della mia libreria andare a pescare. Ché come le racconta Nonno José, le storie, nessun altro mai.
Oggi mi va di salutarlo così, condividendo alcune delle sue dediche. E salutandolo, come sempre, con un semplice obrigado.

[da Caino]

[da Le intermittenze della morte]

[da Le piccole memorie]

[da Saggio sulla lucidità]

[da L'uomo duplicato]

Clock Rewinders #5


Clock Rewinders è un appuntamento settimanale che prende spunto dalla rubrica Clock Rewinders on a Book Binge (ideata dai blog On a Book Bender e 25 Hour Books). È praticamente una sorta di "riassunto" della settimana appena trascorsa. Vi troverete, quindi, cos'è accaduto di interessante sul mio blog e su quelli altrui, le mie ultime letture, gli acquisti più recenti, gli ultimi libri aggiunti alla wishlist, la citazione della settimana, e altro che deciderò di volta in volta.

[ la scorsa settimana su storie dentro storie ]
  • Ho condiviso una citazione tratta da Fahrenheit 451 di Ray Bradbury...
  • ...e l'ho recensito (o almeno, c'ho provato!).
  • La mia amica 21 grammi ha scritto un post sui libri che ti portano indietro nel tempo, sui ricordi, sull'infanzia e sulla pioggia.
  • Vi ho mostrato due libri appena usciti, scoperti durante la settimana.
  • Due anteprime targate Piemme Freeway!
  • Ho seguito uno dei consigli di Silvia del blog ...il piacere della lettura e ho creato questa paginetta con l'elenco delle recensioni del blog.
[ la scorsa settimana nella blogosfera ]
  • Lorenza e il dilemma "Libri... dove metterli?". Se qualcuno ha una soluzione al suo problema, si faccia avanti!
  • Angelica sta organizzando una catena di lettura per Pomodori verdi fritti di Fannie Flagg. Se volete partecipare, avete tempo fino al 25 giugno per iscrivervi! ^^
  • Due bellissime recensioni: #1 scritta da Camilla P. su Revolutionary Road di Richard Yates e #2 scritta da Girasonia76 su Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano.
  • "Leggere per scrivere" di Matteo B. Bianchi - un interessante punto di vista sul rapporto tra gli scrittori e la lettura.
  • Su Bookland: viaggiando tra i libri c'è un originale giftaway per vincere una copia autografata di Muses di Francesco Falconi.
  • Tre libri in palio su Reading at Tiffany's: #1 Dark Shadows di Lara Parker, #2 Blue di Kerstin Gier e #3 The Sky Is Everywhere di Jandy Nelson. Affrettatevi, però... per il primo si può partecipare fino a domani, mentre per gli altri due fino a dopodomani. ;)
[ le mie letture ]
  • Ho terminato la lettura di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.
  • Sto leggendo Shadowhunters. Città di ossa di Cassandra Clare e Il grande mondo laggiù di Ray Bradbury.
[ new entry in my library ]
     
  • Picabo Swayne. Le storie della camera oscura di Alessandro Gatti e Manuela Salvi - e-book acquistato dal sito della Fanucci.
  • Soldi, misteri e altre conseguenze di Federico Negri - e-book ricevuto dall'autore, che ringrazio di cuore! ^^
  • Favola di Amore e Psiche di Apuleio - preso sabato in edicola (collana Classici del pensiero libro - Greci e Latini del Corriere della Sera).
  • Così in terra di Davide Enia - e-book acquistato ieri da Amazon, l'unico che al momento lo vende a 2.99 €!
      [ ultimi libri aggiunti alla mia wishlist ]
         
      (per saperne di più: click sulle copertine)
      [ citazione della settimana ]
      «Così è la vita» disse McDunn. «Qualcuno aspetta sempre qualcuno che non torna mai. Qualcuno che ama sempre qualcosa più di quanto questo qualcosa ami lui. E dopo un po' hai voglia di distruggere questa cosa, qualunque essa sia, in modo che non ti faccia più soffrire.»
      da Il grande mondo laggiù di Ray Bradbury

      [ canzone della settimana ]

      domenica 17 giugno 2012

      Prossime uscite Piemme Freeway

      Buona domenica a tutti!

      Come forse avrete notato, ultimamente ho letto diversi libri targati Freeway e due, in particolare, li ho proprio adorati (Delirium e Unwind. La divisione). Insomma, pian pianino sto diventando un vero e proprio appassionato di questa collana per adolescenti della Piemme e devo ammettere di essere molto curioso riguardo le sue novità in uscita. È per questo, quindi, che oggi voglio presentarvi due libri di prossima pubblicazione.

      Il primo è un romanzo (autoconclusivo) che sto aspettando da parecchio. Fino a qualche settimana fa sul web c'era scritto che l'uscita era prevista per settembre, e invece... sorpresa!

      Titolo: Quel che resta di te
      Titolo originale: Ostrich Boys
      Autore: Keith Gray
      Pagine: 288
      Prezzo: 15 €
      Data di uscita: 19 giugno 2012 
      Dopo un funerale ipocrita e deprimente, Kenny, Sim e Blake sentono di dover fare qualcosa di speciale per il ragazzo che con la sua amicizia ha cambiato le loro vite. È così che decidono di rubare l’urna contenente le ceneri di Ross e affrontare un viaggio di 261 miglia per portarla in uno sperduto paesino della Scozia. Era il viaggio che avrebbero voluto fare insieme. Durante il loro rocambolesco percorso, i tre amici realizzeranno a poco a poco l’effetto che l’amico ha avuto sulle vite di ciascuno e quanto ancora conti per loro, ma dovranno anche confrontarsi con una sconvolgente verità che nessuno di loro aveva voluto vedere.

      Il secondo, invece, è il seguito di Everlost. Nonostante il primo capitolo della trilogia non mi abbia entusiasmato (qui la recensione), sono comunque curioso di sapere come evolverà la storia, quindi non vedo l'ora di leggerlo!

      Titolo: Everwild
      Titolo originale: Everwild
      Autore: Neal Shusterman
      Pagine: 336
      Prezzo: 16 €
      Data di uscita: 26 giugno 2012 
      Non c'è solo vita oltre la morte, c'è anche un mondo, Everlost. E quel mondo è sull'orlo di una guerra. Nick, l'Orco Cioccolata, vuole aiutare i ragazzi di Everlost a raggiungere il posto dove sono diretti, quale che sia. Invece Mary Hightower, detta anche la Strega del Cielo, vuole trattenerli in quel limbo per l'eternità. Nel frattempo Allie la Reietta sta viaggiando verso casa con Mikey, un tempo conosciuto come il mostro McGill, ma tutto quello che troverà a missione compiuta è il terribile segreto dei Rubapelle...

      E voi? Che ne pensate?

      venerdì 15 giugno 2012

      Friday Finds #8


      Friday Finds è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading e consiste nel condividere le proprie scoperte letterarie della settimana.

      Salve a tutti! Oggi vi presento due libri usciti da poco, entrambi di autori italiani. GIURO che il collegamento tra le due copertine non era intenzionale! Me ne sono accorto solo mentre caricavo le foto! :D

      Il primo è stato pubblicato da Felici Editore (collana SMART, brevi d'autore). Non so dirvi con precisione quand'è uscito, non trovo info a riguardo sul web, ma comunque non da molto: per Morozzi nutro una vera e propria adorazione, e sto sempre a controllare se in giro ci sono sue nuove pubblicazioni, quindi...
      Inutile dire che... appena ho scovato questo libricino, ho dovuto ordinarlo! Mi arriva la prossima settimana. Non vedo l'ora!!

      Titolo: L'Uomo Fuco
      Autore: Gianluca Morozzi
      Pagine: 77
      Prezzo: 4.90 €
      Lucas è un ragazzo con poche ma totalizzanti passioni: Megan Fox, la commessa del centro commerciale, e i vecchi supereroi di Bologna, il Sergente Due Torri, il Partigiano, persino l’improponibile Uomo Fuco. Non ha rapporti da anni con il vecchio zio che vive in una tetra villa con una della sue amanti bambine. Ma un giorno, in punto di morte, lo zio lo convoca al suo capezzale. Un tempo anche lui era un supereroe, e sta per passare il suo imbarazzante costume al suo erede Lucas...

      Il secondo, invece, è un thriller decisamente intrigante pubblicato ieri da Tre60.

      Titolo: Continuum. Il soffio del male
      Autore: Gianfranco Nerozzi
      Pagine: 480
      Prezzo: cartaceo 9.90 €, e-book 4.99 €
      Vigilia di Natale, colline bolognesi. Nella cripta di una chiesa sconsacrata, vengono ritrovati i cadaveri di cinque uomini. Le vittime sono state crocifisse e, all'interno della loro bocca, sono state inserite alcune larve di vespa. Un macabro rituale o uno spietato regolamento di conti, dato che quegli uomini erano criminali della zona? È questa la domanda che tormenta il commissario Francesco Negronero, cui viene messa a disposizione una squadra speciale alle sue dirette dipendenze per risolvere il caso. L'unico indizio, però, è un altro terribile atto di sangue, avvenuto in Sicilia quasi trent’anni prima: il massacro di un'intera famiglia mafiosa, diventata famosa come la «Strage di San Valentino». Ma in pochi sanno che, pure in quell'occasione, il capo famiglia era stato trovato crocifisso e che, nella sua bocca, era stata rinvenuta la larva di una vespa...

      Tre anni dopo, Bologna. Una giovane donna appena arrivata da Città del Messico viene fermata all’aeroporto dalla polizia. È in evidente stato confusionale e, tra le braccia, stringe un neonato. Morto. Prima di entrare in uno stato catatonico, la donna pronuncia poche parole apparentemente senza senso. Ma non per il commissario Negronero: dopo anni di indagini infruttuose e mosse azzardate che hanno compromesso la sua reputazione e la sua carriera, quello è il primo lampo di luce nelle tenebre che circondano un’organizzazione criminale potentissima, eppure invisibile. Ossessionato dalla ricerca della verità, Negronero si lancia quindi sulle tracce di un nemico inafferrabile e spietato, pronto a sacrificare tutto, anche la sua stessa vita, pur di fermarlo. Tuttavia ben presto scoprirà che quel nemico non è soltanto un criminale geniale. È il male assoluto.
      Che ve ne pare? E quali sono le vostre scoperte della settimana? Se vi va, fatemi sapere con un commentino!

      giovedì 14 giugno 2012

      "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury (pseudo recensione)




      [Io ho letto l'edizione uscita nel 2003 in edicola, con il quotidiano La Repubblica, ma la traduzione è la stessa dell'edizione Mondadori.]

      Titolo: Fahrenheit 451
      Titolo originale: Fahrenheit 451
      Autore: Ray Bradbury
      Traduttore: Giorgio Monicelli
      Data di uscita: 2003
      Editore: Gruppo Editorale l'Espresso (collana La biblioteca di Repubblica - Novecento)
      Pagine: 190



      Trama: In una indeterminata e supertecnologica civiltà del futuro, un regime totalitario inteso a garantire la "felicità" dei suoi sudditi vieta severamente di detenere e di leggere libri; chiunque ne sia trovato in possesso viene arrestato, e i libri e la sua casa bruciati da Vigili del Fuoco demandati, anziché a spegnere, ad appiccare incendi. Il protagonista Montag, dapprima zelante esecutore, comincia a poco a poco a nutrire dei dubbi sul suo lavoro, anche perché una giovane apparentemente "pazza" incontrata per caso turba profondamente le sue convinzioni.

      Il mio commento

      Questa non è recensione vera e propria. L'idea iniziale (l'avevo scritto anche qui) era di rinunciare a prescindere, di non scrivere nulla, perché certi libri sono talmente grandi e folgoranti e indispensabili, che si commentano già da soli. Però poi ho pensato a questo spazietto che mi sono ricavato sul web, a tutta la passione che sto cercando di infilarci dentro, e mi sono detto "perché non lasciare qualcosa di scritto, qualche pensiero, qualche sensazione, non tanto per gli altri, ma per me, da rileggere magari in futuro?" Ed eccomi qua. Non fate quindi troppo caso alle frasi sconnesse e senza senso che magari leggerete, è questo Libro che lascia un po' scombussolati.

      Tra i buoni propositi che faccio a ogni inizio anno, mi riprometto sempre di recuperare qualche "classico" della letteratura. Un po' per migliorarmi e acculturarmi, ma un po' anche per conoscere libri e scrittori che ci portiamo dietro da tanto, per cercare di capire quali possano essere gli aspetti che fan sì che un libro attraversi così tanti anni, guerre, generazioni, eventi, e comunque riesca a uscirne indenne. Eppure finisco sempre per rimandarne la lettura.

      Me ne rendo conto, ho dei pregiudizi nei loro confronti. Forse ciò è dovuto un po' anche alla scuola, o meglio, ad alcuni docenti poco appassionati, che invece di prepararti, accompagnarti, seguirti nella lettura di questi libri, fanno l'esatto opposto: con le loro noiose lezioni preimpostate, un po' ti inculcano l'idea che siano delle robe enormi, pesanti, difficili, e quindi poco accessibili, per non parlare di quelle "letture obbligatorie" estive, che già solo perché sono imposte, sai perfettamente che ti ammorberanno e sfiniranno. Poi, però, cresci e ti capitano tra le mani libri di una tale potenza, di una tale bellezza, che subito ti vien da pensare, "ma quanto sono stato cretino all'epoca a non...?".
      Ecco. Mi era capitato anni fa con Bulgakov e il suo monumentale Il Maestro e Margherita (tra l'altro, anche lì c'era un libro bruciato... sarà un caso?!). E ora con questo Fahrenheit 451, che -sarà brutto dirlo ma- ho deciso finalmente di leggere solo quando ho sentito della morte del suo autore.

      Bradbury immagina una società del futuro in cui, per garantire la felicità della popolazione, si cerca di rendere tutti uguali, di omologare il pensiero, anzi, di cancellarlo proprio, di cancellare il libero arbitrio, la possibilità di scelta, di decisione. E qual è il modo migliore affinché ciò sia possibile? Una cosa semplice, ma geniale: rendere illegali i libri, la loro lettura e il loro possesso. Bruciare i libri.

      Perché i libri sono... pericolosi.
      Si teme sempre ciò che non ci è familiare. Chi di non ha avuto in classe, da ragazzini, il solito prima della classe, il ragazzo dalla intelligenza superiore, che sapeva sempre rispondere alle domande più astruse mentre gli altri restavano seduti come tanti idoli di legno, odiandolo con tutta l'anima? Non era sempre questo ragazzino superiore che sceglievi per le scazzottature e i tormenti del doposcuola? Per forza! Noi dobbiamo essere tutti uguali. Non è che ognuno nasca libero e uguale, come dice la Costituzione, ma ognuno vien fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo di che tutti sono felici, perché non ci sono montagne che ci scoraggino con la loro altezza da superare, non montagne sullo sfondo delle quali si debba misurare la nostra statura! Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l'arma. Castriamo la mente dell'uomo. Chi sa chi potrebbe essere il bersaglio dell'uomo istruito?
      Insomma, basta poco: prendersi l'immaginazione, la fantasia, i sogni. E non ci vuole nemmeno chissà quale marchingegno astruso, basta del semplice fuoco. E puff, tutto sparisce. Poi ci aggiungi un po' di televisione, che ti avvolge (letteralmente) e ti risucchia nella sua "famiglia", ed è fatta, hai il pieno controllo della popolazione.
      La maggior parte di noi non può correre qua e là notte e giorno, parlare con tutti, conoscere tutte le città della terra, non abbiamo tempo, denaro, nemmeno tanti amici. Le cose che voi cercate, Montag, sono su questa terra, ma il solo modo per cui l'uomo media potrà vederne il novantanove per cento sarà un libro.

      Addirittura i figli sono un peso, una disgrazia. Ma tanto... ci pensa la televisione, no? Un po' come oggi, d'altronde. Bradbury ci aveva visto bene. 
      Li tengo a scuola nove giorni su dieci e devo combattere con loro soltanto tre giorni al mese, quando vengono a casa [...]. Li sbatto in salotto e giro la manopola delle pareti. È come lavare dei vestiti in lavatrice: riempi la vasca di roba da lavare e chiudi ben bene il coperchio.
      Devo essere sincero, il primo approccio con questo romanzo è stato disturbante, fastidioso: ho riletto più di una volta le prime quindici pagine, mi sembrava di non capire (complice qualche termine che non conoscevo), di non riuscire ad entrare nella storia, immedesimarmi nei personaggi. Poi, però, andando avanti, inizi ad abituarti alla sua scrittura, e diventa praticamente impossibile non lasciarti trascinare da questo fiume in piena.

      Vi ho ritrovato un po' del mio scrittore preferito, Saramago. La stessa abilità nel rivoltare il mondo e l'animo umano, la stessa poeticità, anche nel narrare "cose brutte", la stessa vena nostalgica, quel non-so-che che ti si appiglia alle viscere e vi si stanzia.

      Di una cosa sono sicuro: Fahrenheit 451 è uno di quei pochi, anzi rari, libri che ti capitano tra le mani un po' per caso,  quando non te li aspetti, ma che poi diventano dei punti di riferimento che ti porti dietro per tutta la vita. È un vero e proprio monumento al libro, un inno alla letteratura e alla lettura, che possono essere messe da parte, quasi dimenticate, ma che comunque, in un modo o nell'altro, ti forgiano, e rimangono, anche quando l'uomo non ci sarà più, sarà decaduto, si starà scavato la fossa da solo. Un libro devastante, forte, incredibile. Imperdibile. E fondamentale.
      C'era un buffissimo uccello, chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni ci costruiva una pira e ci s'immolava sopra. Ma ogni volta che vi si bruciava, rinasceva subito poi dalle sue stesse ceneri, per ricominciare. E a quanto sembra, noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte, ma abbiamo una cosa che la Fenice non ebbe mai. Sappiamo la colossale sciocchezza che abbiamo appena fatta. Conosciamo bene tutte le innumerevoli assurdità commesse in migliaia di anni e finché sapremo di averle commesse e ci sforzeremo di saperlo, un giorno o l'altro la smetteremo di accendere i nostri fetenti roghi funebri e di saltarci sopra, Ad ogni generazione, raccogliamo un numero sempre maggiore di gente che si ricorda.