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mercoledì 31 ottobre 2012

Over There #7 - Speciale Halloween


Over There è una rubrica in cui parlerò, senza una cadenza fissa, di libri interessanti inediti in Italia, sperando che in futuro vengano tradotti e pubblicati da qualche anima pia pure da noi (o che prima o poi tenterò di leggere in lingua originale, ma anche no).

Buonasera a tutti! Ecco un nuovo appuntamento con Over There, che in occasione di Halloween si tinge di mistero. Questa volta ho scelto non uno ma due titoli, ed entrambi decisamente... spettrali e tenebrosi.

Il primo è Croak di Gina Damico mentre il secondo è Full Tilt di Neal Shusterman, autore di Unwind (che ho adorato!) e della serie Everlost.
Voglio leggerli, mi ispirano un sacco! °_°

Titolo: Croak
Autore: Gina Damico
Data di uscita: marzo 2012
Editore: Graphia/Houghton Mifflin Harcourt
Pagine: 320
Prezzo: 8.99 $
Stufi del suo comportamento selvaggio, i genitori della sedicenne Lex decidono di mandarla dallo zio Mort per l'estate, nella speranza che i mesi di duro lavoro in fattoria le mettano la testa a posto.
Ma la vera occupazione di suo zio è molto più sporca dello spalare letame. Egli in realtà è un Grim Reaper (Tristo Mietitore). E ha intenzione di insegnare a Lex l'arte del mestiere.
Lex si ambienta rapidamente nel mondo singolare di Croak, una cittadina popolata di mietitori che trasportano le anime da questa vita all'altra. Ma Lex non riesce a placare il suo desiderio di giustizia - o è vendetta? - e ogni volta che incontra una vittima di omicidio, vorrebbe far di tutto per fermare gli aggressori prima che possano colpire nuovamente.
[trama tradotta/adattata da me]

Per maggiori informazionisito ufficiale autrice | blog | goodreads | amazon |


Titolo: Full Tilt
Autore: Neal Shusterman
Data di uscita: luglio 2004
Editore: Simon Pulse
Pagine: 208
Prezzo: 6.99 $
Il sedicenne Blake e suo fratello minore, Quinn, sono l'uno l'opposto dell'altro. Blake è il membro responsabile della famiglia. Egli deve costantemente tenere d'occhio l'impavido Quinn, la cui ricerca di forti emozioni a volte si spinge un po' troppo lontano. Ma la posta in gioco diventa ancora più alta quando Blake deve rincorrere Quinn in un bizzarro luna park fantasma che intrappola i suoi visitatori per sempre. Per riuscire a fuggire, Blake deve sopravvivere a sette attrazioni mortali entro l'alba, ognuna delle quali rappresenta una paura profonda - da una giostra di animali impazziti a una sala di specchi che cambia le persone nei loro riflessi deformati. Blake alla fine dovrà fare i conti con un orribile segreto del suo passato per salvare se stesso e suo fratello - ammesso che il luna park non reclami prima le loro anime!
[trama tradotta/adattata da me]

Per maggiori informazionisito ufficiale autore | goodreads | amazon |


Che ne pensate?

domenica 21 ottobre 2012

Recensione: "Carrie" di Stephen King



Titolo: Carrie
Titolo originaleCarrie
Autore: Stephen King
Traduttrice: Donatella Rizzati
Anno pubblicazione originale: 1974 - questa edizione: 2000
Editore: Bompiani (collana I grandi tascabili)
Pagine: 176
Prezzo: 7.90 €


TramaCarrie White è una liceale che vive in una piccola città del Maine con una madre ossessionata dalla religione. Goffa, solitaria, vittima dei tiri mancini dei suoi coetanei, Carrie scopre gradualmente di avere poteri telecinetici, poteri che si erano già manifestati all'età di tre anni, dopo il primo choc della sua vita. Un giorno, l'innocente e beffeggiata Carrie userà il suo potere e sarà ovunque orrore, distruzione e morte.

Il mio commento

E finalmente anch'io posso dire "ho letto Stephen King". Certo, il Re del Brivido ha scritto una miriade di libri, e io son ben lontano dal conoscerlo realmente, però è un passo avanti. Posso ritenermi un pochino soddisfatto. Soprattutto tenendo conto del fatto che è la terza volta che tento un approccio. Avevo provato con i racconti di A volte ritornano (mi piacevano storie e scrittura, ma parevano interminabili!) e poi con il mastodontico IT, ed entrambi i tentativi si erano conclusi con l'abbandono. Ma non stavolta. Mi ci voleva un romanzo breve, meno prolisso, per addentrarmi nel suo mondo. E Alice di Stargazer's Tides - che ringrazio di cuore! - ha saputo darmi il giusto consiglio.

I ragazzini sanno essere davvero cattivi, certe volte. E Carrie - una liceale timida, impacciata e maledettamente sola - lo sa fin troppo bene. Derisa, sbeffeggiata, maltrattata, è un po' lo zimbello di tutti. A scuola, i ragazzi e, soprattutto, le ragazze fanno di tutto per emarginarla e farla sentire una disadattata. E come se ciò non bastasse, ha anche una madre completamente folle, psicopatica, fissata con la religione (per lei tutto è peccato, tutto va espiato e merita preghiere su preghiere); una madre opprimente, che la considera un frutto del peccato e non perde un'occasione per schernirla e farle sentire il peso della sua nascita, e che spesso e volentieri la rinchiude nel ripostiglio affinché rifletta sulle sue colpe.
Insomma, quella di Carrie è un'esistenza difficile.
Presto la ragazza si accorgerà di avere un potere telecinetico e inizierà a sperimentarlo, a farlo crescere.
Dopo essere caduta in balia dell'ennesima burla di cattivo gusto, una compagna di scuola, Sue Snell, presa dai sensi di colpa, decide di darle una mano: chiede al proprio fidanzato di portare Carrie al ballo di fine anno in modo tale da farla sentire 'come tutti gli altri', donarle una serata di felicità. Carrie ovviamente è su di giri, inizia ad intravedere un barlume di speranza, un punto di partenza per la sua rinascita, verso l'accettazione. Ma un altro scherzo è in agguato... e sarà fatale.

Carrie è un romanzo breve ma forte e denso. La sua scorrevolezza lo rende potenzialmente divorabile nel giro di poche ore, ma io ho sentito il bisogno di prenderlo a piccole dosi.
Ho adorato lo stile di King, sboccato quanto basta per essere schietto e incisivo, ma senza scadere nel volgare.
E ho trovato geniale l'idea di accostare la narrazione in terza persona (con focalizzazione multipla, che permette di entrare in contatto con la psicologia dei personaggi più disparati) ad altre forme di scrittura (stralci di giornali, atti processuali, interviste, testi scientifici sulla telecinesi, estratti da testimonianze, e via dicendo): questa scelta ha reso il tutto più interessante e, soprattutto, dà al lettore una visione a 360° dell'intera vicenda. Però devo ammettere che questa sua trovata è un po' anche un'arma a doppio taglio: da un lato lancia indizi, sorprende, anticipa avvenimenti e prepara alla catastrofe, aumenta l'ansia, incalza il lettore (spesso mi son chiesto "oddio, ma quando succede?!?!"), ma è anche vero che dall'altro lato carica di aspettative il finale. E si sa, aspettative troppo alte finiscono per deludente un pochino. Mi spiego meglio: il finale è perfetto, è esattamente come deve essere, il cerchio si chiude... polvere alla polvere, cenere alla cenere - o forse, in questo caso, dovrei direi sangue al sangue. Però me l'aspettavo più dettagliato, volevo più scene e particolari cruenti, ecco. Ma questa è davvero un'inezia, una questione di gusti personali, rispetto alla Grandezza di questo libro.

Mi è piaciuto tanto. Ti lascia con un malessere dentro, e ti porta a riflettere a lungo. I carnefici si trasformano in vittime, e la vittima in carnefice, ma anche dopo la catastrofe è dura non provare comunque compassione, pena, rabbia per la sorte di Carrie, un personaggio che non si dimentica facilmente.

In fondo, lei voleva solo un po' d'amore, un po' di comprensione. Voleva solo essere... come tutti gli altri.

sabato 20 ottobre 2012

Over There #6: "Amber House" di Kelly Moore, Tucker Reed e Larkin Reed


Over There è una rubrica in cui parlerò, senza una cadenza fissa, di libri interessanti inediti in Italia, sperando che in futuro vengano tradotti e pubblicati da qualche anima pia pure da noi (o che prima o poi tenterò di leggere in lingua originale, ma anche no).

Buonasera a tutti! Visto che Halloween si avvicina, per questa nuova puntata di Over There ho scelto un libro un po' brividoso: Amber House. Si tratta del primo capitolo di una trilogia young-adult scritta a sei mani da Kelly Moore e dalle figlie Tucker e Larkin Reed. La signora Moore ha iniziato a lavorare al progetto  negli anni Ottanta, immaginandolo come uno sceneggiato televisivo, ma è diventato un libro quando le sue figlie han trovato ciò che aveva scritto e l'hanno convinta a collaborare con loro.

Titolo: Amber House
Autori: Kelly Moore, Tucker Reed e Larkin Reed
Data di uscita: 1 ottobre 2012
Casa editrice: Arthur A. Levine Books
Pagine: 368
Prezzo: 17.99 $
"Avevo sedici anni quando mia nonna è morta per la prima volta..."

Sarah Parsons non ha mai visto Amber House, la grande  tenuta che appartiene alla sua famiglia da tre secoli. Non ha mai attraversato il suo labirinto di siepi né trovato le sue stanze segrete; non ha mai intravisto le ombre che la infestano, né è mai andata a caccia dei diamanti perduti nelle sue mura.

Ma tutto ciò sta per cambiare. Dopo la morte della nonna, Sarah e il suo amico Jackson decidono di cercare i diamanti, e la casa... prende vita. La ragazza inizia ad avere delle visioni sul passato della casa, come il capitano di mare che nel XVII secolo nascondeva i gioielli, o l'affascinante bisnonna che diventava matta a causa di un lutto. Sarah si avvicina sia a Jackson che al giovane Richard Hathaway, e ben presto si renderà conto di quanto le loro storie familiari siano profondamente intrecciate. Ma quando le sue visioni spettrali cominciano a minacciare la persona a cui tiene di più, Sarah deve fare tutto il possibile per scoprire i segreti della casa e fermare il corso della storia prima che sia cementato per sempre.
[trama tradotta/adattata da me - perdonatemi gli eventuali errori!]

Per maggiori informazionisito ufficiale | goodreads | amazon |

A me incuriosisce davvero tanto... le case infestate mi suscitano da sempre una certa attrattiva! Spero proprio che prima o poi arriverà anche nelle librerie italiane. E voi che ne pensate? Vi intriga? Fatemi sapere! ^^

martedì 16 ottobre 2012

Teaser Tuesdays #24



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Buongiorno a tutti! Ecco il teaser di oggi:
Tommy Erbter, di cinque anni, stava passando in bicicletta dall’altra parte della strada. Era un bambino piccolo e con lo sguardo vivace, su una bicicletta con le rotelline rosso fiammante. Stava canticchiando tra sé quando vide Carrie: gli si illuminò la faccia e tirò fuori la lingua.
"Ehi, faccia di merda! Carrie, vecchia beghina!"
Carrie lo guardò e una rabbia incandescente le montò dentro all’improvviso. La bicicletta vacillò sulle rotelline e cadde di lato. Tommy strillò: la bicicletta gli era finita sopra. Carne sorrise e continuò a camminare. il pianto di Tommy era musica per le sue orecchie.
Se solo fosse riuscita a far succedere cose del genere tutte le volte che voleva...
(ma l’aveva appena fatto)
Si fermò di colpo a un centinaio di metri da casa, con lo sguardo perso nel vuoto. Dietro di lei, Tommy stava risalendo in bicicletta, frignando e massaggiandosi il ginocchio sbucciato. Le urlò dietro degli insulti, ma lei lo ignorò. Ci voleva ben altro. Era stata insultata da veri specialisti del genere, lei.
Aveva pensato:
(cadi da quella bici bambino, fai un maledetto capitombolo e spaccati quella lurida testa)
e qualcosa era successo.

[da Carrie di Stephen King]

E voi? Cosa state leggendo? Fatemi sapere lasciando il vostro teaser nei commenti! Buone letture!

domenica 14 ottobre 2012

Recensione: "La stella nera di New York" di Libba Bray


Ringrazio la gentilissima Giulia dell'ufficio stampa di Fazi/Lain per avermi inviato in anteprima una copia ARC del romanzo! :)


TitoloLa stella nera di New York
Titolo originale: The Diviners
Autrice: Libba Bray
Traduttrice: Donatella Rizzati
Data di uscita: 12 ottobre 2012
Editore: Fazi (collana Lain)
Pagine: 585
Prezzo: cartaceo 14.90 €, e-book 6.99 €


TramaNew York City, 1926. I vetri dei grattacieli risplendono dei bagliori di mille feste animate da balli sfrenati a ritmo di charleston e dal tintinnio delle perle sui vestiti luccicanti. L'alcol scorre a fiumi nonostante i divieti e, a giudicare dall'effervescenza di Manhattan, il mondo sembra destinato a un futuro radioso. È qui che in seguito all'ennesima eccentricità viene spedita dai genitori l'irriverente Evie O'Neill, una ragazza dell'Ohio che non aspetta altro che tuffarsi tra le infinite possibilità offerte dalla metropoli. A ospitarla è lo zio Will, un professore, parente dei Fitzgerald, che dirige il Museo Americano del Folklore, delle Superstizioni e dell'Occulto, detto anche Museo del Brivido: un luogo magico dal fascino decadente, che custodisce nelle sue teche e tra i suoi bui corridoi le tracce del retroterra misterioso dell'America. Ma quando lo sfolgorio della città viene oscurato da una serie di delitti a sfondo esoterico, New York precipita in un vortice di paura ed Evie, che da subito assiste lo zio nella consulenza alla polizia, è chiamata a collaborare alle indagini, anche per quel suo dono di vedere il passato delle persone toccando un oggetto a loro appartenuto. Muovendosi tra fumosi jazz club e bassifondi urbani, scintillanti negozi e sale spettrali, la ragazza s'inoltrerà insieme a molti compagni di strada in un gorgo di eventi evocato dal passato, e che nel passato dovrà essere ricacciato, pena il sopravvento di un antico male oscuro.

Il mio commento

cover originale
Piccola premessa: i libri molto lunghi, i mattonazzi che superano le 500 pagine, a me mettono un po' d'ansia. Ho sempre paura che siano troppo lenti o prolissi, di incappare nella noia, e per un lettore non c'è nulla di più brutto del ritrovarsi in una storia che si trascina a fatica. Inutile quindi dire che quando mi sono ritrovato questo libro tra le mani (con ben cento pagine in più di quelle previste dalla newsletter della Fazi) ho iniziato a sudare. (Lo so, è un comportamento stupido, ma sono fatto così.) Be', ho sudato poco, perché dopo aver letto il primo capitolo ero già completamente perso. Libba Bray, col suo stile, mi ha proprio stregato.

La storia è ambientata nella New York degli anni Venti, quando imperversava il jazz e i giovani dimostravano la loro insofferenza nei confronti del proibizionismo e si riunivano di nascosto nei bassifondi, gli anni dei gangster e degli allibratori nelle strade e delle donne con i capelli alla maschietta.

È qui che viene mandata Evie, diciassettenne dell'Ohio, in seguito a un episodio spiacevole avvenuto nella sua piccola cittadina d'origine: i genitori pensano di farle un dispetto, ma in realtà non sanno che è proprio ciò che la ragazza desidera. La grande città è per lei sinonimo di libertà e avventura, di nuove esperienze e sogni di gloria. Sarà ospitata dallo zio Will, direttore del cosiddetto Museo del Brivido, e dal suo assistente Jericho, un ragazzone che vive immerso nei libri. E ben presto dovrà fare i conti col male, nascosto nel buio delle strade newyorkesi: una serie di delitti a sfondo esoterico sconvolgerà la città e lei - che possiede il dono di vedere il passato delle persone toccando un loro oggetto - si ritroverà a collaborare con lo zio nelle indagini della polizia.

Insomma, sì, una trama apparentemente semplice e che sa di già sentito, ma che in realtà si rivelerà intricata, particolare, e soprattutto densa, grazie anche alla miriade di personaggi che il lettore ben presto incontrerà e imparerà a conoscere. Tante piccole storie e grandi dolori passati, che inizialmente possono causare spaesamento e paura di perdere il filo, con personaggi che possono sembrare messi lì tanto per far numero e creare confusione, ma che andando avanti si intrecciano in maniera magistrale in un unico destino.

Oltre ai già citati Evie, Will e Jericho, tante altre figure forti e interessanti, sapientemente ben delineate dalla scrittura della Bray, coinvolgono e intrigano: Theta e la sua corazza di cinismo, Henry e il suo sogno di diventare qualcuno, Mabel e la sua dolcezza, Sam e la sua spavalderia, Memphis e i suoi rimpianti. Mi sono affezionato un po' a tutti, ecco.

Immergermi in questa storia, lontana dalla contemporaneità, dai cellulari, da internet e dai marchingegni moderni, è stata una ventata d'aria fresca. Pensavo che l'ambientazione anni Venti, così distante e retrò, non mi avrebbe entusiasmato e invece è capitato esattamente l'opposto. Merito anche della Bray, suppongo, che ha saputo renderla verosimile grazie a tutta una serie di particolari e di descrizioni. È stato facilissimo immaginarla nella mente e viverla.


E poi, tanto per aggiungere un ulteriore punto di forza al romanzo, non mi ha mai annoiato. Quasi seicento pagine, e non ho trovato un punto morto, un momento pesante. Nell'aria Tra le pagine aleggia costantemente la minaccia di un qualcosa di malefico in arrivo, pian piano tutti i pezzi del puzzle cominciano ad andare al loro posto, e io mi sono sentito con gli occhi e le dita incollati alle pagine. Ripeto, Libba Bray mi ha proprio stregato. E tutti i piccoli spunti, gli indizi sul futuro, che ha sparso nel finale, mi fanno presagire un secondo capitolo davvero... epico. Non vedo l'ora di leggere il seguito. Maledetta attesa!




The Diviners
La stella nera di New York (The Diviners) è il primo capitolo di una tetralogia. Non si conoscono ancora né il titolo né la data di uscita del seguito. Maledizione! ._.

martedì 2 ottobre 2012

Teaser Tuesdays #22



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Buongiorno a tutti! Ecco il teaser di oggi:
La porta cigola sui cardini. Il vento entra circospetto. S'insinua nei corridoi angusti che si snodano tortuosi, tanto da dare le vertigini. Stanze malate, marcite nell'abbandono, si diramano a destra e a sinistra. Porte che danno su muri di mattoni. Una botola si apre su uno scivolo che sfocia in una vasta camera degli orrori sotterranea, e in una stanza ancora più terrificante. Puzza ancora. Di sangue, urina, malvagità e di una paura talmente oscura che è diventata parte della casa come il legno, i chiodi e il marciume.
Qualcosa ribolle negli abissi dell'ombra, qualcosa di terribile, e il vento, che conosce bene il male, si ritrae da quel luogo. Fugge verso la sicurezza di quegli splendidi alti edifici che promettono cieli azzurri,
nient'altro che cieli azzurri, del futuro, dell'industria e della prosperità; quel futuro che non crede nel male del passato. Se il vento fosse una sentinella, lancerebbe l'allarme. Urlerebbe un avvertimento per gli orrori che stanno per arrivare. Ma è solo il vento, e sa bene che nessuno ascolta le sue grida.

[da La stella nera di New York di Libba Bray, pag. 16]

Voi cosa state leggendo? Se vi va, fatemi sapere lasciando il vostro teaser nei commenti! Buone letture! :)

sabato 30 giugno 2012

"Anna vestita di sangue" di Kendare Blake (recensione)




TitoloAnna vestita di sangue
Titolo originaleAnna dressed in blood
Autrice: Kendare Blake
Traduttore: Marco Ceragioli
Data uscita: 28 giugno 2012
Editore: Newton Compton (collana Vertigo)
Pagine: 288
Prezzo: cartaceo 12.90 €, e-book 4.99 €


TramaSuo padre lo faceva prima di essere ucciso dal fantasma che stava cercando di annientare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame, continua la missione: viaggia di città in città insieme alla madre, una strega, e al suo gatto fiuta-fantasmi, alla ricerca di spiriti malvagi. Quando arrivano a Thunder Bay per eliminare quella che la gente del posto chiama “Anna vestita di sangue”, Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazzina posseduta dalla rabbia e vittima di maledizioni, uno spirito diverso da quelli che è abituato a distruggere. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata, nel 1958. Dal giorno della sua morte, Anna uccide chiunque osi entrare nella dimora vittoriana vecchia e cadente in cui un tempo viveva. Gli spiriti delle sue vittime penetrano il legno marcio delle pareti, strisciano sul pavimento ammuffito e viscido delle cantine, senza trovare pace… Per qualche strano motivo però, Anna non uccide Cas. Anzi, si rivela l’unica in grado di aiutarlo a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre. Così, insieme agli altri strani amici del giovane, streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna?

Il mio commento

Riponevo molte speranze in Anna vestita di sangue. Leggendo recensioni e commenti in giro, mi aspettavo una ventata di originalità, una storia a tinte horror e un protagonista affascinante. Bhè... mi duole dirlo, ma non ho trovato nessuno dei tre.

Partiamo dal fattore "originalità". La trama mi aveva incuriosito proprio perché mi aveva a tratti ricordato Supernatural, telefilm americano che seguo con passione, ma di certo non mi aspettavo così tanti punti in comune (con le dovute differenziazioni, certo... sennò sarebbe stata una copia spudorata!). Qualche esempio? Il figlio (nel libro) o i figli (nel telefilm) che continuano la missione del genitore; il viaggiare di cittadina in cittadina alla ricerca di creature da far fuori (nel libro il protagonista si occupa solo di fantasmi mentre nel telefilm c'è un po' di tutto, dai demoni ai vampiri ai lupi mannari); la perdita di un genitore, ucciso da un essere sovrannaturale, con conseguente spirito di vendetta del figlio (nel libro è il padre ad essere morto, mentre nel telefilm è la madre); la presenza di sogni premonitori riguardanti la creatura che ha ucciso il genitore; per non parlare, poi, del fatto che il romanzo inizia con il protagonista che cerca di uccidere il fantasma di un autostoppista e indovinate un po' che tipo di creatura è quella con cui hanno a che fare i due fratelli nel primo episodio del telefilm? Il fantasma di un'autostoppista (che tra l'altro viene soprannominata "La Donna in Bianco" per il vestito che indossa)! Diciamo quindi pure che... Kendare Blake ha inserito giusto qualche lieve riferimento al telefilm.

Passiamo al secondo punto, ovvero il fatto che venga etichettato anche come un "horror". No, dico, ma davvero? Per un paio di scene vagamente splatter? Okay, okay... è anche vero che io ormai sono abbastanza immune al genere, e per impressionarmi o suggestionarmi ho bisogno di scene molto forti, e non è che potessi aspettarmi chissà quali e quanti dettagli (è pur sempre uno young-adult!), però dai...
Per carità, non mancano le atmosfere dark, i sussurri, la casa inquietante con tanto di cantina pullulante di fantasmi incazzati, però non basta e, secondo me, definirlo tale è un'esagerazione.

E il protagonista, invece? Teseo Cassio Lowood. Ecco, già il nome è tutto un programma. Agli inizi, sinceramente, facevo davvero fatica a prenderlo sul serio. Bastava che spuntasse fuori il suo nome, per provocarmi ilarità, per non parlare poi dell'esilarante:
«[...] a proposito, quasi tutti mi chiamano Cas».
«Caz?
«Sì. Ma con la s più dolce. [...]»
Insomma... geniale. Per una parodia di un horror. Grazie al cielo lo chiamano quasi sempre col diminutivo! Forse si sarà intuito, ma non mi è stato particolarmente simpatico, almeno fino a metà libro. No, vabbè, ma non per il nome, che - porello! - mica è colpa sua, ma più che altro per quell'aria da saputello solo-io-posso-usare-il-mio-pugnale, per quell'aura tenebrosa mista a quell'atteggiamento da cane bastonato non-voglio-soffrire-per-amore. Poi invece inizia un po' a capire che non è imbattibile e scende giù dal piedistallo, anzi, inizia quasi a farsela addosso per la paura, e di conseguenza diventa un po' più umano e fa quasi tenerezza, lui e quel suo amore impossibile.

Arrivati fin qui, probabilmente vi starete chiedendo il perché del voto che gli ho dato. Bhè, ma perché non è stata una brutta lettura, anzi! Anna vestita di sangue è un ottimo libro "da compagnia", l'ideale per passare dei pomeriggi spensierati e piacevoli. Una storia fresca e godibile, una scrittura diretta e senza fronzoli condita di ironia e pure qualche parolaccia (che non fa mai male). E poi c'è la mastodontica presenza di un personaggio favoloso, cattivo per necessità, dall'animo tormentato e che nasconde tanta voglia di vivere una vita persa, ovvero l'Anna del titolo, vestita di sangue ma anche di lacrime. Per non parlare di Thomas, amico di Cas, telepate e aspirante stregone, un po' impacciato e buffo, di una tenerezza unica. E Tebaldo (sì, vabbè, coi nomi proprio non ci siamo), il simpatico gatto di casa Lowood, abile avvistatore di fantasmi, che soffia contro il nostro eroe (eh, come no) e si strofina contro l'apprensiva mamma di Cas.
Dai, sì, gli aspetti positivi ci sono eccome e, anzi, devo ammettere che m'è persino dispiaciuto che sia finito troppo in fretta, quindi mi sento comunque di consigliarlo a chi cerca una lettura senza pretese.
Io, nel frattempo, devo solo cercare di imparare, per le prossime letture, a non crearmi troppe aspettative, in modo tale da contenere la delusione. Ci lavorerò su.


Anna Series
#1 Anna dressed in blood, 2011 (Anna vestita di sangue, 2012)
#2 Girl of Nightmares, agosto 2012