Visualizzazione post con etichetta science fiction. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta science fiction. Mostra tutti i post

mercoledì 6 febbraio 2013

Speciale "Le Cronache di Gaia - Pearls": tappa #3 (intervista all'autrice)



Buona sera a tutti!

Siamo arrivati alla terza e ultima tappa
dello speciale dedicato a Pearls,
primo libro de Le Cronache di Gaia,
trilogia fantascientifica scritta da Claudia Tonin.

Se non avete letto le prime due parti,
potete dare un'occhiata qui:
In questo post avrete modo di conoscere meglio
l'autrice tramite un'intervista che le ho fatto!

Spero che questo speciale vi sia piaciuto e che
vi sia venuta voglia di scoprire Gaia e le sue donne.
Vi assicuro che ne vale la pena!

Buona lettura!

Ciao Claudia, benvenuta nel mio blog! Ti andrebbe di iniziare questa chiacchierata presentandoti ai lettori di SdS? Dicci qualcosa di te...
Ciao Matteo, grazie infinite per avermi ospitata nel tuo blog e per lo speciale che hai dedicato a Pearls. 
Che dire di me? Ho un lavoro, una famiglia, una gatta, una passione che mi tiene sveglia la notte e molteplici progetti che vorrei seguire. Sono una lettrice compulsiva, un’amante della cioccolata e del mare. Suppongo di non essere molto diversa da altre donne della mia età, se non per il fatto che continuo a fare sogni a occhi aperti che poi mi ostino a scrivere.

Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Fin da piccola mi piaceva scrivere nel diario segreto i fatti salienti, magari abbellendoli con particolari non veri. La mia vita mi pareva così noiosa e la rendevo più avvincente scrivendo di avventure impossibili. Potrei dire che la scrittura è stata un modo per esprimere le mie emozioni. Un modo per esprimere me stessa e scaricare le frustrazioni. Con il passare degli anni però ho compiuto il grande salto. Sono passata dall’esigenza di scrivere per me, alla voglia di scrivere per gli altri. Il primo romanzo l’ho scritto in un momento di calma, mentre aspettavo il mio secondogenito. Da allora sono passati anni e scrivo ancora, ma di calma non se ne parla più.

Il tuo romanzo d’esordio, Esedion, è un fantasy. Come sei arrivata poi a scrivere di fantascienza? Com’è nato Pearls?
Penso che, per come sono io, proiettata nel futuro, la fantascienza sia un genere che mi si addice. Anche in Esedion c’era una componente fantascientifica, che in alcuni casi mi è stata anche contestata dai puristi fantasy. In effetti neanche Pearls, come avrai notato, è una fantascienza pura, c’è la società distopica e le implicazioni umane e sociali. Forse non sono proprio capace di rimanere ancorata ai canoni classici di un genere. Tendo ad andare fuori dagli steccati.

Pearls è nato da una riflessione ascoltata per radio mentre stiravo. La speaker sosteneva che un mondo con le donne al comando avrebbe avuto senza dubbio meno violenza. Mi sono chiesta se fosse proprio vero, se un mondo governato dalle donne potesse essere migliore. Alla fine della giornata Han Chan Mei, la Grande Sorella, era già viva nella mia mente in tutta la sua controversa personalità.

Come hanno reagito gli uomini a te vicini (marito, parenti, amici) all’idea di Gaia, un pianeta in cui le donne han preso il sopravvento e “fatto fuori” gran parte del genere maschile?
Ti sorprenderà sapere che tutti si sono detti entusiasti. Forse perché a loro ho detto fin da subito l’evolversi della storia, non solo il tragico prologo. In effetti però la mia famiglia ha degli uomini molto “femministi”, anche per questo mi sono sentita libera di scrivere Gaia senza temere di ferirli. Hanno capito subito dove volevo arrivare. Ho detto spesso a mio marito che più che il giudizio degli uomini temevo quello delle donne. In effetti la mia paura si è rivelata corretta. Mentre quasi tutti feedback maschili sono stati favorevoli a Pearls, quelli femminili sono contrastati. Proprio ieri mio padre mi diceva che dovrei attivarmi per la traduzione in inglese perché l’idea gli piace molto. Mio marito è stato quello che ci ha creduto più di tutti, spronandomi e aiutandomi con i bambini per lasciarmi il tempo di scrivere. Insomma, i miei uomini non temono Gaia.

Qual è la tua scena preferita di Pearls?
Domanda difficilissima! Ci sono molte scene che mi sono piaciute. Dal momento critico nell’astronave, all’incontro tra Nancy e il pilota dell’astronave, all’entrata in scena su Marte di Andrej. Credo però che la mia preferita sia però la conclusione, la decisione che prende Amèlie, la giornalista, e che le cambierà la vita.

E quella più difficile da scrivere?
Qui ti rispondo senza esitazione, l’intervista a Natalja Kurikova. Il dialogo nel quale viene spiegato il significato del titolo Pearls. È stato complicato descrivere la personalità di questa donna, cercando di non esagerare mai nell’amarezza e nel compiacimento del senso di colpa. Natalja resta la sorella fondatrice che più mi ha affascinata, o per meglio dire, a cui ho voluto dare la personalità più tormentata.

Per i tuoi personaggi, ti sei ispirata a persone realmente esistenti o sono tutto frutto della tua fantasia?
Ho imparato da Fabiana Redivo a utilizzare le persone che stanno attorno a me per i personaggi. Posso accentuare alcune caratteristiche, magari li trasformo fisicamente. Alcuni da maschi che sono in realtà, li ho fatti diventare femmine e viceversa. Trovo che prendere spunto dal vero sia più realistico. In Pearls ci sono anche personaggi inventati di sana pianta, ma non ti dirò quali, così ti resterà il dubbio di chi possa essere la donna terribile da cui ho tratto la figura di Han Chan Mei J

È stato facile trovare un editore disposto a pubblicarti?
Devo dire che con Pearls non ho tentato nessun altro editore se non quello che poi mi ha pubblicato, Edizioni Domino. Con Esedion avevo inviato al solito ai grandi medi e piccoli, sempre tutti free, ovviamente. Ma per Pearls non ho cercato nessuno se non loro. Avevo conosciuto Solange Mela e Adriana Comaschi e i libri da loro pubblicati. Mi è piaciuto molto il loro modo di lavorare e sono stata veramente felice che abbiano accettato subito, e con entusiasmo, il progetto de Le cronache di Gaia. Hanno inaugurato una collana, quella di fantascienza, con il mio libro, mi hanno sostenuta e con loro sono cresciuta moltissimo. Sono un piccolo editore, è innegabile, ma la serietà e la professionalità che pongono nei loro libri ne fanno degli editori nettamente sopra la media dei piccoli e anche dei medi.

Quali sono i tuoi autori preferiti? C'è uno scrittore in particolare che vedi come un modello da seguire?
Quanto spazio ho? Scherzi a parte, io ho moltissimi autori preferiti. Spazio molto nelle letture, vado da Calvino a Connelly, da Jane Austen a Irène Némirovsky, senza dimenticare Robin Hobb o Suzanne Collins. Oddio ce ne sono così tanti di bravi! Mi chiedi dei modelli, è difficile risponderti. Di certo Marion Bradley Zimmer è stata un riferimento da giovane, anche Silvana De Mari, per non parlare di Lois Lowry e, per tornare a citarlo, Calvino. Vorrei con tutto il cuore, sai come i desideri che esprimono i bambini per Babbo Natale, ecco vorrei poter descrivere l’animo umano come riesce a farlo Irène Némirovsky, riuscendo però a conservare la vena ironica di Calvino. Un po’ ambizioso non credi? Ma infondo bisogna guardare in alto se si vuole salire J

Sei un'appassionata di fantascienza? Vuoi consigliarci qualche libro che secondo te vale la pena leggere?
Non so se sono appassionata, la leggo, ma se penso al numero di gialli che ho letto, forse sono più appassionata di giallo. Di certo ci sono autori straordinari come Dick che consiglio proprio, ho adorato Io sono leggenda, sono rabbrividita con 1984. Per i giovanissimi Hunger Games, e i libri della Lowry. Se non avete ancora letto Asimov potreste provare. Volenti o nolenti rimane uno dei punti fermi della fantascienza.

Il libro che avresti voluto scrivere…
The Giver, stupendo, breve, incisivo, una coltellata. La dimostrazione che non servono ottocento, mille pagine e decine di volumi per ficcare un chiodo dentro la mente del lettore. Bravissima Lois Lowry.

Ho letto sul tuo blog dedicato alle Cronache di Gaia che il seguito di Pearls, Nautilus, è concluso. Ci vuoi dire qualcosina a riguardo? Magari data/periodo approssimativa/o di pubblicazione?
Sì, la prima stesura del seguito di Pearls è ultimata. Ora inizia l’editing che andrà avanti un mesetto, credo. La programmazione editoriale di Edizioni Domino però ha già previsto l’uscita del volume per l’autunno. Vi anticipo che, nell’attesa dell’uscita del seguito, il primo volume della saga diventerà un ebook e sarà disponibile nei prossimi mesi su Amazon e su altri store on line.

Stai lavorando anche a qualcos’altro?
Ora sto correggendo J

Progetti ce ne sono molti, il primo è la stesura del terzo capitolo della trilogia delle Cronache di Gaia. Dovrei riprendere due romanzi lasciati a metà. Devo ultimare la saga di Estreira di cui ho pubblicato solo Esedion. Carne al fuoco ce n’è sempre molta ma è questo il bello, avere sempre idee nuove e sempre progetti nuovi da portare avanti.

Grazie mille per la gentilezza, la disponibilità e per avermi dedicato un po' del tuo tempo, mi ha fatto davvero piacere organizzare questo speciale! A presto e intanto... buona fortuna per i tuoi libri!
Grazie a te Matteo, per la squisita ospitalità e grazie anche ai lettori del tuo splendido blog! Buone letture!

giovedì 31 gennaio 2013

Speciale "Le Cronache di Gaia - Pearls": tappa #2 (recensione)



Buona sera a tutti!

È giunto il momento di presentarvi la seconda tappa
dello speciale dedicato a Pearls,
primo libro de Le Cronache di Gaia,
trilogia fantascientifica scritta da Claudia Tonin.

(A chi si fosse perso la prima parte, nella quale abbiamo
"familiarizzato" col romanzo e letto il suo inquietante prologo,
consiglio di dare una sbirciatina qui!)

Col post di oggi voglio farvi conoscere ancora di più Pearls,
attraverso il mio (modesto) parere.
Siete curiosi di sapere cosa mi ha trasmesso questa lettura?

Allacciate le cinture, state per fare un viaggetto su Gaia e Marte!






Le Cronache di Gaia - Pearls
Autrice: Claudia Tonin
Editore: Domino (collana Le Rune)
Data di uscita: settembre 2012
Pagine: 200
Prezzo: 15 €

Nel 2109 sette leaders mondiali invitate da Han Chan Mei, una scienziata cinese, si ritrovano per discutere del destino della Terra. Non sono politici qualsiasi, diventeranno le Sette Sorelle Fondatrici. Quell’incontro cambierà il futuro del pianeta mettendo le basi per iniziare una nuova Era, in cui l’egemonia maschile sul genere umano verrà meno. Cinquanta anni dopo la Terra è diventata Gaia.
Non vi sono più guerre, né violenze, la pace regna su tutto il pianeta, riunito sotto un unico governo federale presieduto da Han Chan Mei.
L’assetto sociale è cambiato e le strutture familiari sono state disgregate. I pochi uomini sopravvissuti vivono in colonie protette in Nuova Zelanda e su Marte.
Nella nuova società di Gaia il compito che ogni cittadino svolge nella sua vita viene indicato nell'adolescenza. Moira e Nancy sono cresciute assieme e sono grandi amiche, nonostante i diversi ruoli che Gaia ha preteso da loro. Una è una genitrice e l’altra è la comandante di un’astronave spaziale.
Amélie è una giornalista, a lei è stato assegnato il compito di scrivere la storia di Gaia. Avrà il privilegio unico di intervistare le Sorelle Fondatrici.
Le vite di queste tre donne stanno per essere travolte dalla scoperta che le antiche passioni dell’umanità non sono facili da estirpare. Il germe della ribellione non è morto: una nuova resistenza sta crescendo.

Questo è già il secondo romanzo che leggo, nel giro di pochi mesi, in cui un'autrice immagina e dà vita a un mondo (quasi esclusivamente) senza uomini. Sarò sincero: non ho ancora deciso se riderci su o se devo iniziare a preoccuparmi. Però una domanda mi sorge spontanea: ma che v'abbiamo fatto di male noi uomini?
Pure mia madre ogni tanto sospira e lancia frecciatine ("ma che esistete a fare voi maschi?!"), perlopiù rivolte a mio padre o ai servizi del telegiornale in cui si parla di violenze, omicidi e via dicendo ai danni del gentil sesso. Ci tiene però sempre a rimarcare che non ce l'ha con me, che io sono un'eccezione. Ah, cara mamma! Per un attimo mi fa sentire meglio. Poi però leggo questi romanzi fantascientifici, la fantasia inizia a galoppare e a me un po' d'ansia viene, eccome se mi viene! Mica state cospirando, sotto sotto? A volte sento mia madre e mia sorella bisbigliare, ridere con fare complice, e poi zittirsi all'improvviso quando si accorgono che sto origliando. Non è che...?! Mmm. Okay, okay. Smetto di immaginare congiure (almeno per ora) e mi concentro.

Sette leaders mondiali, sette donne disperate, convinte della dannosità dell'egemonia maschile, genere considerato colpevole del disastro economico, ambientale e sociale del pianeta, decidono di mettere in atto un piano volto all'eliminazione degli uomini.
Passano gli anni, il piano è riuscito. La Terra, ormai, non c'è più. Al suo posto, nata dalle sue ceneri, c'è Gaia, una sorta di pianeta perfetto, senza violenze, senza guerre, senza fame nel mondo.
Gli uomini non nascono più, i pochi rimasti - selezionati al fine della continuazione della specie umana - sono relegati in colonie protette, in Nuova Zelanda e su Marte. Solo su quest'ultimo c'è ancora il vecchio assetto sociale. Su Gaia, invece, non esiste più il concetto di "famiglia", "padre", "marito", "fratello"...
Qui le cittadine donne hanno un ruolo prestabilito fin dall'adolescenza. La Tonin ce ne fa conoscere principalmente due, Moira e Nancy, legate da una profonda amicizia di vecchia data. La prima ha il ruolo di genitrice, la seconda è pilota di astronavi. Entrambe sono donne forti, determinate. E ben presto dovranno fare i conti con una nascita che cambierà la loro vita, una nascita che per forza di cose le porterà a mettere in discussione le loro convinzioni e che farà crollare l'idea di perfezione che avevano nei riguardi di Gaia e la sua organizzazione sociale.
Parallela alla storia di queste due donne, però, c'è anche quella di Amélie, una giornalista che ha ricevuto l'incarico di intervistare le Sette Sorelle al fine di scrivere un libro commemorativo della Liberazione dal predominio maschile. Attraverso i suoi diari, conosciamo meglio le origini di Gaia, veniamo a sapere interessanti  e inquietanti particolari riguardanti le sette leaders, e soprattutto assistiamo alla curiosità della ragazza di fronte a certe parole a lei sconosciute ("moglie", "amore"), ai suoi dubbi. Ai suoi brividi, di fronte all'amara scoperta che le pillole che le donne devono ingerire non servono per proteggerle dai veleni sparsi nell'aria bensì dal desiderio sessuale.

Gaia apparentemente sembra un mondo perfetto, ma in realtà è arido, privo di sentimenti reali, di emozioni. D'amore. Eppure la scoperta dell'amore c'è. Ci sono pagine intense, c'è turbamento di fronte alla scoperta del maschio, trepidazione, commozione, eccitazione. Per sapere come ciò sia possibile, però, consiglio di leggere il romanzo, non voglio rovinarvi la sorpresa!
Posso solo dirvi che questo romanzo cattura il lettore, lo inquieta e fa riflettere, lo colpisce in piena faccia con numerosi colpi di scena e, nel finale, lo lascia con una curiosità e una voglia assurde di poter leggere il seguito al più presto! Tutto ciò grazie ad una narrazione scorrevole e coinvolgente, una scrittura semplice e diretta, una varietà di personaggi complessi e sfaccettati (alcuni fermi sulle proprie convinzioni, altri che nonostante la paura del "non conosciuto" decidono di mettersi in gioco, con la voglia di sapere, conoscere, lasciarsi andare, evolvere, rivedere le proprie idee), e una cura per il particolare che rende il tutto più plausibile. A questo proposito, mi hanno interessato particolarmente le descrizioni di alcuni aspetti della vita su Marte, per non parlare di alcune tecnologie utilizzate. Davvero tutto ben costruito.
L'unica critica che mi sento di fare riguarda la caratterizzazione dei personaggi: alcuni sono ottimamente delineati, altri invece, che sembrano molto importanti ai fini della storia, sono solo abbozzati. Non so se ciò sia dovuto alla brevità del romanzo, ma spero vivamente che vengano approfonditi nei capitoli successivi della trilogia. Sono molto curioso a riguardo!

Insomma, una lettura sull'importanza e il valore della comprensione, del dialogo, del confronto. che consiglio vivamente agli appassionati di mondi distopici, ma anche - e soprattutto - a chi pensa che gli italiani non sappiano scrivere di fantascienza. Dovranno ricredersi!

Quattro stelle alieni!
Un bel romanzo di fantascienza che
non può mancare nella libreria degli appassionati del genere!


“L’uomo stava distruggendo questo pianeta. L’uomo. Non la donna...”

Le Cronache di Gaia
#1 Pearls, settembre 2012
#2 Nautilus, autunno 2013
#3 (senza titolo), ?

mercoledì 30 gennaio 2013

Waiting on Wednesday #10: "Il figlio" di Lois Lowry


Waiting on Wednesday è una rubrica ideata dal blog Breaking the Spine che consiste nel segnalare uno o più libri di prossima uscita che non vediamo l'ora di leggere!

Buon pomeriggio a tutti! Febbraio ormai è alle porte e ci riserverà un sacco di nuove uscite interessanti! Fra queste c'è il libro che voglio segnalarvi oggi.
Giusto un paio di giorni fa la casa editrice che lo pubblicherà qui da noi, ovvero Giunti Y, ha ufficializzato la carinissima cover italiana.
Sto parlando di... Il figlio di Lois Lowry, ovvero il quarto e ultimo capitolo di The Giver Quartet!
Io ho già letto (e adorato!) i primi due, The Giver. Il donatore [recensione] e La rivincita. Gathering Blue [recensione], e stavo giusto aspettando l'uscita del finale per dedicarmi finalmente a Il messaggero.
Non vedo l'ora di sapere come evolverà e si concluderà la storia!

Titolo: Il figlio
Titolo originaleSon
Autore: Lois Lowry
Editore: Giunti (collana Y)
Data di uscita: 13 febbraio 2013
Pagine: 384
Prezzo: 9.90 €
Questa è la storia di Claire, ma anche di Jonas, Matty, Kira e di molti altri personaggi dell'inquietante realtà distopica inventata dall'autrice. Siamo al Villaggio, Claire ha solo 14 anni e ha ricevuto il ruolo di "Birthmother": dopo l'inseminazione artificiale diventerà un "contenitore" e partorirà il suo "prodotto". Nessuno le ha spiegato quanto sarà doloroso, nessuno l'ha avvertita che dovrà portare una benda che le impedirà di vedere suo figlio. Ma il parto di Claire è tutt'altro che semplice: subisce il primo cesareo di tutta la comunità. Per un'imprudenza dell'infermiera viene a sapere che il figlio, il numero 36, sta bene. A causa delle complicazioni, però, Claire viene "decertificata", dichiarata non adatta a essere una "Birthmother" e assegnata alla piscicoltura. La ragazza, sconvolta da un'atroce sensazione di perdita, ha ormai un unico scopo: ritrovare suo figlio. L'arrivo al vivaio della nave dei rifornimenti, giunta da un luogo sconosciuto chiamato "mare" con la sua strana ciurma, potrebbe essere il suo mezzo di fuga, quando rapirà il bambino...

Che ne pensate? Conoscete questa tetralogia? Aspettate anche voi il finale? :)

martedì 29 gennaio 2013

Speciale "Le Cronache di Gaia - Pearls": tappa #1 (presentazione + estratto)


Salve a tutti!

Oggi inizia lo speciale che ho deciso di dedicare a Pearls,
primo libro de Le Cronache di Gaia,
trilogia fantascientifica (italiana!) scritta da Claudia Tonin.

Ho scoperto questo romanzo lo scorso settembre, girovagando sul web; la trama - con elementi distopici - mi ha subito intrigato molto e così mi sono messo in contatto con l'autrice (che ringrazio per la disponibilità!) per organizzare qualcosa che lo riguardasse.

Purtroppo le piccole realtà editoriali hanno sempre troppo poca visibilità rispetto ai grandi colossi, così, nel mio piccolo, ho pensato di preparare uno speciale in tre parti per farvi conoscere meglio Pearls!

Nel post di oggi potrete leggere la sinossi e qualche curiosità riguardo l'autrice, vedere il booktrailer e, soprattutto, scoprire com'è nato il mondo futuro di Gaia attraverso il prologo tratto dal romanzo!

Vi auguro una buona lettura e
vi do appuntamento a giovedì per la seconda tappa!



Le Cronache di Gaia - Pearls di Claudia Tonin
Editore: Domino (collana Le Rune)
Data di uscita: settembre 2012
Pagine: 200
Prezzo: 15 €
Nel 2109 sette leaders mondiali invitate da Han Chan Mei, una scienziata cinese, si ritrovano per discutere del destino della Terra. Non sono politici qualsiasi, diventeranno le Sette Sorelle Fondatrici. Quell’incontro cambierà il futuro del pianeta mettendo le basi per iniziare una nuova Era, in cui l’egemonia maschile sul genere umano verrà meno. Cinquanta anni dopo la Terra è diventata Gaia.
Non vi sono più guerre, né violenze, la pace regna su tutto il pianeta, riunito sotto un unico governo federale presieduto da Han Chan Mei.
L’assetto sociale è cambiato e le strutture familiari sono state disgregate. I pochi uomini sopravvissuti vivono in colonie protette in Nuova Zelanda e su Marte.
Nella nuova società di Gaia il compito che ogni cittadino svolge nella sua vita viene indicato nell'adolescenza.
Moira e Nancy sono cresciute assieme e sono grandi amiche, nonostante i diversi ruoli che Gaia ha preteso da loro. Una è una genitrice e l’altra è la comandante di un’astronave spaziale.
Amélie è una giornalista, a lei è stato assegnato il compito di scrivere la storia di Gaia. Avrà il privilegio unico di intervistare le Sorelle Fondatrici.
Le vite di queste tre donne stanno per essere travolte dalla scoperta che le antiche passioni dell’umanità non sono facili da estirpare. Il germe della ribellione non è morto: una nuova resistenza sta crescendo.
Per maggiori informazioni: aNobii | goodreads | amazon | blog trilogia | blog autrice



PROLOGO

Copenaghen, 19 dicembre 2109

Il mare accanto alla statua della Sirenetta era plumbeo.
Alcune imbarcazioni a vela sostavano nel porto. Era quello che restava dell’antica marina, ora servivano solo ai turisti come scenario per le fotografie. Le navi e le case colorate erano rimaste, quale memoria della città passata.
Nelle acque ghiacciate per la temperatura polare le imbarcazioni erano incagliate in improbabili inclinazioni e avevano qualcosa di spettrale nella loro immobilità, quasi cadaveri di un’epoca in cui la Danimarca era stata grande potenza coloniale.
Quell’inverno era il terzo di fila in cui il mare gelava, ormai la capitale non era così differente dalla lontana Groenlandia. I cittadini si stringevano nei pesanti cappotti e salivano negli aerobus elettrici che la città si ostinava a volere, fedele alla sua tradizione centenaria di paese ecologico.
Il porto turistico era rimasto immutato nel tempo, le case dai tetti aguzzi, le facciate rosse, azzurre. I molti colori degli edifici rendevano ancora più stridente il contrasto con le acque scure, inquinate e ghiacciate. Così simili ai grattacieli che si ergevano alle spalle del mare e formavano la Copenaghen moderna, la parte della città dove pulsava la vita. Se qualcuno si fosse affacciato alla banchina avrebbe potuto scorgere, oltre la distesa immobile del mare, le sagome lunghe e minacciose delle petroliere norvegesi che si stagliavano nell’orizzonte. Ma in pochi passavano in quel luogo, per lo più qualche coraggioso turista, molto più interessato alla statua della Sirenetta che alla drammatica situazione energetica del paese scandinavo.
All’Adina Apartment Hotel, un albergo poco appariscente nei pressi del porto, uomini in giacca e cravatta, con auricolare di collegamento, vigilavano la sicurezza delle vie di accesso, incuranti del vento gelido. 
Cinque berline scure attendevano davanti all’ingresso.
Arrivò una mercedes grigia, una donna bionda scese dalla vettura, e l’autista ripartì veloce seguendo le indicazioni degli addetti della security. Anche l’ultima ospite entrò nella hall.
Un cortese portinaio accompagnò l’elegante signora, sulla quarantina, in una sala sobria e arredata con gusto, dove c’era già chi l’attendeva. 
Han Chan Mei, consulente scientifico privato del presidente della Repubblica Popolare Cinese le andò incontro porgendole la mano. 
“Ben arrivata Mallory, posso chiamarla così?” Chiese la donna in un inglese dal leggerissimo accento orientale.
“Certo, Han Chan Mei, se mi consentirà lo stesso” rispose Mallory Fizgerald, ministro degli esteri degli Stati Uniti.
Altre donne l’attendevano sedute a un tavolo rotondo. Agenti in borghese stazionavano di guardia accanto alla porta e alle finestre. 
“Grazie signori, potete uscire” Han Chan Mei, congedò con cortesia professionale gli uomini presenti.
La signora Monica Seidel, premier della Germania, fece un cenno e due energumeni biondi lasciarono la sala. Anche gli altri fecero lo stesso. I più riluttanti furono gli uomini vicini alla signora Mbada Sanyati, consulente personale del presidente dello Stato del Zimbabwue, che non parevano intenzionati a lasciarla. Solo dopo un rapido dialogo in ndebele si decisero a uscire.
Yŏu, amiche mie, grazie per avere accettato il mio invito ed esservi trattenute un giorno in più nella fredda Copenaghen” esordì la cinese. Le altre fecero un cenno con il capo.
“Un invito così gentile non si può rifiutare” rispose Sonia Pratima, presidente della repubblica indiana ed esperta sociologa.
“Credo di interpretare il parere di tutte noi nel chiedere spiegazioni, è una richiesta insolita” aggiunse la donna dai lunghi capelli neri, vestita con un sari dai colori sgargianti.
“È presto detto, signore. La riservatezza, o meglio, la segretezza, sarà d’ora in poi fondamentale per l’esito della nostra missione. Era necessario parlarvi in privato, senza che nessuno, nemmeno il vostro staff, ne fosse a conoscenza. La riunione durerà esattamente mezz’ora da adesso, perciò vi chiedo di non interrompermi e di conservare per la fine le vostre domande. Sempre che ce ne siano”.
Gli occhi nerissimi di Han Chan Mei si posarono su ognuna delle sei donne sedute al tavolo e tutte fecero un cenno di assenso.
“La conferenza internazionale sul clima si è conclusa. Anche questa volta è stata un’inutile perdita di tempo e di denaro. Se volessimo essere pedanti, visti i mezzi di trasporto utilizzati da tutti i delegati e dalle loro scorte, si potrebbe sostenere che il summit ha provocato molte più emissioni in atmosfera di idrocarburi di quelle che si combatteranno con gli accordi stipulati. Avevano un bel dimostrare ieri, gli ambientalisti del corteo che hanno sfilato per ribadire il loro sdegno alla fine della conferenza. Ma anche loro, per quanto abbiano protestato, non sono stati ascoltati né lo saranno in futuro. Le loro richieste erano legittime: impegni seri, scelte coraggiose, al di là delle logiche nazionali. Nessuno ha voluto sentire o capire che non c’è più tempo da perdere. Voi, tra tutti i leaders presenti, siete le persone più sensibili ai problemi del nostro pianeta. Sapete bene che quanto disse Al Gore il secolo scorso è la verità. Nell’arco dei prossimi vent’anni dobbiamo invertire la tendenza degli ultimi due secoli. Non c’è più tempo, è venuto il momento di agire con fermezza. Io ho trovato la soluzione, l’unica percorribile. Ora vi spiegherò come intendo salvare il nostro mondo. Richiederà sacrifici da parte di tutte, e non sarà indolore. Perciò, prima di andare avanti, vi devo avvisare: dopo che mi avrete udita non potrete più tirarvi indietro. Se qualcuna di voi non se la sente, può uscire”. 
Nessuna si mosse dalla propria sedia. 
Han Chan Mei sorrise e iniziò a parlare.
Parlò esattamente venti minuti, durante i quali le altre componenti della riunione sbiancarono, risero, arrossirono di rabbia, si innervosirono. Nessuna l’interruppe, attendendo la conclusione e quando la Cinese, esposte le sue idee, tacque, seguì un lungo silenzio.
Monica Seidel parlò per prima.
“Saremo in grado di garantire comunque la continuità della specie?”
“Sì, ne lasceremo in vita una percentuale selezionata in base al DNA. Esiste una tecnica di clonazione che sto sperimentando in questi giorni” spiegò Mei.
“Come faremo con i figli maschi?” chiese Natalja Kurikova, ministro russo dell’energia. “Nessuna madre li rinnegherà”.
Gli occhi azzurrissimi della donna bionda erano fissi su Mei mentre la sua espressione era preoccupata.
“Di questo non ne sarei così sicura, per evitare ogni problema faremo in modo di estirparlo alla radice” rispose semplicemente la Cinese.
“Pensa di riuscire a ucciderli tutti in così poco tempo?” chiese la signora indiana preoccupata.
“Non in una volta, ovviamente, semplicemente non nasceranno più. Agiremo sulla genetica e nell’arco di ottant’anni il problema sarà risolto.”
“E se le madri non volessero?” chiese di nuovo la russa.
“La tossina che immetteremo nell’aria non lascerà loro alcuna scelta: nasceranno solo femmine.” Chiarì Mei.“Sono tre anni che lavoro a questo preparato. Senza scendere nei dettagli, posso dirvi che intacca il DNA e riconosce il cromosoma Y, portando a una rapida degenerazione dell’organismo. Le donne che inspireranno la tossina non ne soffriranno. Il preparato resterà nell’aria per quindici anni e impedirà la nascita di neonati dal cromosoma Y”.
La signora Mbada storse la bocca.
“Mi pare una crudeltà eccessiva”.
“Sarà il primo periodo, poi l’atmosfera si libererà della tossina e potremo far nascere nuovamente dei maschi i cui bagagli genetici siano rilevanti”.
“Ci impiegheremo molto tempo, nell’arco di ottanta anni moriremo anche noi” considerò l’indiana con amarezza.
“È vero, ma non facciamo tutto questo per noi stesse, lo facciamo per il futuro dell’Umanità. Ci serve tempo per organizzare bene la propaganda e ricostruire la società. Prima di tutto daremo ai maschi un gioco a cui non potranno rinunciare e con il quale ci liberemo di una buona parte.”
“Un gioco?” chiese Mallory perplessa.
“Sono dei bambini e come tali li tratteremo. Cos’è che desiderano più di ogni altra cosa?”
“Lottare” rispose senza esitazione la signora Mbada.
Tutte annuirono.
“Esatto. Daremo loro una guerra mondiale e ci accerteremo che muoiano in tanti, i più violenti”.
“E le persone innocenti che dovessero morire a seguito del conflitto?” chiese la donna maori.
Era Naori Zavi, primo ministro della Nuova Zelanda e parlava per la prima volta.
“Perché? I maschi sono forse colpevoli di appartenere al loro genere?” Rise amara la Russa, aggrottando le sopracciglia.
“In effetti con una guerra di tre-cinque anni, fatta alla vecchia maniera, guadagneremo molto tempo” considerò con cinismo la signora Seidel. “Naturalmente poi dovremo essere noi a dettare le condizioni”.
“Dopo un conflitto è più semplice costruire un nuovo assetto sociale. Quello che dovremo costruire noi sarà grandioso, perciò la guerra dovrà essere devastante e coinvolgere molte nazioni” precisò la cinese.
“Quale pretesto pensa di utilizzare per far scoppiare il conflitto?” chiese Pratima.
“Un sistema antico e sempre valido: assassinando uno dei loro leader più carismatici” rispose Han Chan Mei.
“Chi?” chiese la Russa.
Gli occhi delle donne seguivano lo sguardo che Mei rivolse alla signora Mallory.
L’americana impallidì.
“Lui?” domandò quest’ultima.
“Non solo, anche il suo attuale vice” spiegò Mei. “Te la senti? Dovrai portare dalla nostra parte anche la moglie. Dovrà essere lei a mandarli in guerra. Apparirai contraria, così alla fine sarà a te che tutti guarderanno come guida”.
Mallory sostenne il suo sguardo, inspirò e fece un cenno affermativo con la testa, senza parlare.
Han Chan Mei sollevò la ventiquattrore posata accanto alla sedia e la dischiuse.
“Il seme è stato gettato. Non ci vedremo più fino alla fine del nostro piano. Ricordate le tappe che vi ho illustrato. Tra sette anni, a partire da oggi, saremo le leader di un nuovo mondo”.
Estrasse dei telefoni e li consegnò a ognuna.
“Per comunicare useremo solo questi apparecchi, le loro chiamate transitano esclusivamente attraverso un satellite che sta per essere lanciato a momenti”.
Guardò di nuovo l’orologio.
“Proprio adesso. Domani potrete accenderlo, funziona a energia solare. Ci sentiremo sempre il lunedì. I telefoni funzionano solo, ed esclusivamente, se sono tutti e sette accesi. Vi chiamerò alle ore 12.00 di Greenwick. Ricordate sempre che la nostra missione è far rinascere questo pianeta, dargli un nuovo volto, un nuovo assetto e ci riusciremo. La Terra dovrà tornare a essere Gaia, la madre terra. Arrivederci yŏu, amiche mie, e buon lavoro”.
Detto questo si alzarono tutte insieme e uscirono in silenzio.

venerdì 7 dicembre 2012

Friday Finds #29 (speciale fantascienza)


Friday Finds è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading e consiste nel condividere le proprie scoperte letterarie della settimana.

Buon pomeriggio a tutti! Dopo ben tre settimane di pausa, ecco un nuovo appuntamento con questa rubrica in cui segnalo gli ultimi libri che ho scovato e che non vedo l'ora di leggere. Oggi puntata tutta dedicata alla fantascienza!

Il primo libro che voglio presentarvi è Universo senza luce di Daniel F. Galouye, un distopico/post-apocalittico pubblicato per la prima volta nel 1961!
Urania Collezione, collana da edicola della Mondadori dedicata ai classici della fantascienza, lo pubblicherà la prossima settimana. Io ovviamente non me lo lascio scappare!

Titolo: Universo senza luce
Autore: Daniel F. Galouye
Editore: Mondadori (collana Urania Collezione)
Data di uscita: in edicola da metà dicembre
Prezzo: 5.90 €
Il genere umano ridotto a una razza di talpe che vive nei cunicoli della Terra. Gli elementi più pericolosi, stronzio e cobalto, battezzati con i nomi dei mitici Demoni gemelli. La radiazione trasformata in una personificazione della morte, la luce adorata come un bene remoto... Finché a tutto questo si aggiunge un pericolo nuovo, che scava nelle viscere del pianeta: appaiono mostruosità mai viste e la gente comincia a sparire.
Il secondo, invece, è Mondo9 di Dario Tonani. Si tratta di un volume pubblicato dalla Delos Books che riunisce le cronache di Mondo9, ovvero quattro racconti steampunk (Cardanica, Robredo, Chatarra e Afritania) usciti in e-book, grazie alla casa editrice 40k Books, tra il 2010 e il 2012.

Titolo: Mondo9
Autore: Dario Tonani
Editore: Delos Books (collana Odissea Fantascienza)
Data di uscita: 28 novembre 2012
Prezzo: 12.80 €
Mondo9 è un pianeta desertico, velenoso, letale. I suoi abitanti si sono applicati a una sola scienza, la meccanica, hanno sviluppato una sola disciplina, la carpenteria, rendendolo il regno delle macchine, degli ingranaggi, della ruggine. Sconfinate distese di sabbie tossiche, solcate da gigantesche navi su ruote, titanici veicoli governati da decine di uomini e anche loro in qualche modo vivi. La più potente, la più famelica di queste navi senzienti si chiama Robredo, e dopo decenni dalla scomparsa del suo equipaggio non vuole saperne di morire

Che ve ne pare? :)

mercoledì 14 novembre 2012

Recensione: "Dottor Futuro" di Philip K. Dick




TitoloDottor Futuro
Titolo originale: Dr. Futurity
Autore: Philip K. Dick
Traduttore: Fabio Zucchella
Data di uscita: 23 giugno 2011
Editore: Fanucci (Collezione Immaginario Dick)
Pagine: 183
Prezzo: 17 €


Jim Parsons è un medico di talento, abile nelle più avanzate tecniche mediche e occupato a salvare vite umane. Ma un incidente stradale lo proietta improvvisamente a centinaia di anni di distanza nel futuro, dove Parsons scopre con orrore una civiltà incredibilmente avanzata, che abbraccia il culto della morte. Si trova quindi incastrato tra il suo istinto, che lo spingerebbe a guarire le persone, e il conflitto con una società in cui è illegale impegnarsi a salvare vite umane. Ma Parsons non è l'unico a credere che la vita abbia un valore da preservare, e coloro che condividono le sue convinzioni stanno mettendo a punto dei piani per sfruttare le sue competenze mediche, e per salvare il futuro della loro società.

Il mio commento

una recente cover americana
Negli ultimi mesi sto sperimentando molto, dal punto di vista letterario. Sto scoprendo generi che prima guardavo (stupidamente) un po' schifato, autori nuovi che non avrei mai pensato di leggere, mondi inaspettati.
Tra le mie nuove scoperte, la letteratura fantascientifica è finora quella che mi ha dato più spunti di riflessione, che mi ha coinvolto e appassionato di più. È un viaggio continuo, non solo dentro futuri e società inventati da altri, ma anche dentro me stesso. Per addentrarmi ancor di più in questo viaggio, in questa scoperta, m'è cresciuta dentro la voglia di conoscere anche quelli che possono essere considerati i Padri del genere, ovvero autori come Bradbury, Asimov, Dick. Ed è proprio per avvicinarmi a quest'ultimo che ho scelto di leggere Dottor Futuro.

La storia, a primo impatto, è apparentemente semplice: il protagonista, Jim Parsons, è un medico trentaduenne che, a causa di un incidente stradale, si ritrova inspiegabilmente catapultato nel futuro, a ben 4 secoli dal suo presente (il 2012!). Mentre cerca di trovare un modo per tornare 'a casa', inizia a studiare le persone che incontra, la loro astrusa lingua, il modo in cui sono fatte, come vivono, ma ben presto dovrà fare i conti con un'amara verità: la società in cui si trova esalta la morte e considera la vita come un qualcosa di cui doversi liberare. Una società assurda, soprattutto dal punto di vista di un dottore, il cui scopo è quello di salvare vite (cosa che qui è illegale). Ovviamente ne nasce un completo spaesamento oltre che un conflitto interiore, non solo nel protagonista, ma anche nel lettore.
E fin qui, l'ho trovato semplicemente geniale. Anzi, oserei dire che ci ho visto dentro anche un qualcosa di... poetico.
Il problema viene dopo, quando Parsons si troverà coinvolto in una serie di viaggi temporali che hanno lo scopo di (cercare di) modificare gli eventi passati affinché abbiano ripercussioni positive sul futuro. La componente distopica iniziale viene abbandonata per dar spazio a futuri, presenti e passati che iniziano a intrecciarsi fra loro in un groviglio che si segue a fatica. Diventa caotico, ecco. E poi... questi viaggi appaiono a tratti finti, realizzabili in modo troppo semplice e veloce.
Nei capitoli finali si riprende, commuove anche, e la storia si conclude in maniera perfetta, ma rimane un po' d'amaro in bocca.
Le idee ci sono, sono interessanti, e Dick è stato capace anche di infilarci dentro temi forti come il colonialismo, il razzismo, la dicotomia vita-morte, ma a mio parere perdono forza a causa della natura troppo confusionaria della parte intermedia del romanzo. Peccato.

Insomma, non è di certo un capolavoro, ma è stata comunque una bella lettura, estremamente affascinante, che mi ha lasciato dentro una gran voglia di leggere altre opere dell'autore.

sabato 10 novembre 2012

Recensione: "Deserto Rosso - Punto di non ritorno" di Rita Carla Francesca Monticelli




TitoloDeserto Rosso - Punto di non ritorno
Autrice: Rita Carla Francesca Monticelli
Editore: auto-pubblicato
Data di uscita: 7 giugno 2012
Pagine: 69
Prezzo: 0.89 € (solo e-book)

Anna Persson abbandona di nascosto alle prime luci dell'alba la Stazione Alfa e si addentra con un rover pressurizzato nel deserto marziano, in quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un gesto suicida.
Qualunque essa sia, riuscirà Anna a raggiungere la sua destinazione?

Il mio commento

Punto di non ritorno è la prima parte di Deserto Rosso, una storia in quattro puntate di Rita Carla Francesca Monticelli. Scoperta sabato scorso grazie al bellissimo Speciale che Camilla le ha dedicato, l'ho acquistata immediatamente, con la curiosità alle stelle, e l'ho divorata nel giro di un'ora, immerso nel tepore delle coperte.
Non sono un esperto di fantascienza, mi sto avvicinando a questo genere letterario solo da qualche mese, e di esplorazioni su Marte non ho mai letto nulla, quindi per me è stata una vera e propria boccata d'aria fresca. Si è rivelata una lettura davvero piacevole, scorrevole e intrigante.
L'autrice, presentando la protagonista della storia, Anna, e la sua scelta di abbandonare la Stazione utilizzando un rover con una ventina di ore di autonomia, per andare incontro alla morte, in una sorta di resa definitiva, cattura fin da subito l'attenzione del lettore.
Ad alimentare la voglia di sapere, poi, contribuiscono i continui flashback. Durante il suo ultimo viaggio, infatti, la donna è subissata dai ricordi, sommersa da dubbi riguardanti gli altri membri dell'equipaggio: si viene a conoscenza di aspetti del suo passato, di sfumature inaspettate del suo carattere, si incontrano personaggi secondari visti dalla sua prospettiva, ci si imbatte in colpi di scena e accenni a misteri insoluti (come quello che riguarda Hera, la missione precedente)Insomma, tanti dettagli che rendono la storia più complessa e ancor più interessante di quanto sembri all'apparenza.
Inoltre, se a tutto ciò sommiamo la sapiente, efficace e mai noiosa descrizione del paesaggio marziano, con le rosse distese desertiche, le rocce, i canyon delle Valles Marineris, e una scrittura incisiva, diretta e senza fronzoli, non può che venirne fuori una lettura affascinante e coinvolgente.
Arrivato alla fine, spegnere il Kindle è stato un duro colpo, perché questa storia ha un unico difetto: finisce troppo in fretta. Per fortuna non manca molto alla pubblicazione della seconda puntata: Abitanti di Marte uscirà il 30 novembre. Sto contando i giorni!

P.S. Un plauso all'edizione: ho trovato perfetta l'impaginazione, molto carina la cover e, soprattutto, non ho notato refusi. E si tratta di un'auto-pubblicazione a un prezzo irrisorio!
Mi sono capitati tra le mani pessimi e-book realizzati da grandi case editrici e venduti a prezzi esorbitanti. Che tristezza!