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venerdì 8 marzo 2013

«È la passione, Mr Stoner», disse allegro Sloane, «la passione che c’è in lei. Nient’altro». (Gli incubi dei pesci rossi #8)



Gli incubi dei pesci rossi è una rubrica della mia amica 21 grammi, in cui troverete i suoi "farfugliamenti, le cose personali, le improvvisazioni imperfette e sbavate", insomma... commenti e pensieri di pancia, quello che le viene dal di dentro durante o dopo le sue letture. Le ho dato carta bianca, e lascio a lei la parola...
- Matteo

Stoner
Autore: John Williams
Traduttore: Stefano Tummolini
Editore: Fazi (collana Le strade)
Data di uscita: 23 febbraio 2012
Pagine: 332
Prezzo: 17.50 €
Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. È un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.
"Come si fa a vivere un vita piena di niente?"
Qualche settimana fa ho guardato Il segreto dei suoi occhi: c’è questa battuta, forte e...  che ti inchioda, e ti porta a riflettere sulla tua vita, quando viene pronunciata.
Questa stessa battuta si è ripetuta incessantemente, in me, per tutta la prima parte del libro; quando la vita di Stoner viene snocciolata per quella di un anonimo professore che non ha altro interesse se non la letteratura, che non è animato da ideali politici, i cui amici si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano. Un uomo che sembra spento alla vita.
Eppure.
Avete presente quei documentari sugli abissi marini, quando viene inquadrato il fondale sabbioso, e a un certo punto, da una zona in cui non sembrava esserci nulla, spunta un pesce rombo che prende vita e si agita, muovendosi in maniera elegante per scrollarsi di dosso la sabbia? Ecco, quel pesce è Stoner.
Perché è vero, Stoner non contiene né provoca grossi turbamenti, grosse lacerazioni, grossi dissidi interiori; come un pesce vive nel suo mondo ovattato, conduce la sua vita apparentemente tranquilla, non ci alimenta né ci infuoca... ma all'improvviso si agita, fa un guizzo, si soffia la polvere di dosso.
E avete presente quel fondale, la cui sabbia, dopo essere stata mossa, torna ad acquietarsi? I granelli tornano giù, tutti; il fondale torna omogeneo. Ma è davvero lo stesso di prima? I granelli sono quelli, gli stessi,  però... non hanno più la disposizione di prima. 
Si sono spostati, seppur solo di qualche centimetro, creando un nuovo – vecchio – fondale.
Ecco, quel fondale siete voi, dopo la lettura di questo libro.
Tutto sembra uguale a prima, eppure nulla è uguale a prima. 
«Ma non capisce, Mr Stoner?», domandò: «Non ha ancora capito? Lei sarà un insegnante».
All'improvviso gli sembrò che Sloane si stesse allontanando, insieme alle mura dell'ufficio. Si sentì sospeso nell'aria aperta, mentre la sua voce diceva: «È sicuro?».
«Ma certo», disse dolcemente Sloane.
«Come può dirlo? Come fa a saperlo?».
«È la passione, Mr Stoner», disse allegro Sloane, «la passione che c’è in lei. Nient’altro». 
Il colore che predomina in questo romanzo è il grigio. Grigio è Stoner, grigia è la sua vita. Anche dalle recensioni lette in giro sembra che sia così, la vita apatica di un docente a cui non succede nulla…
Eppure.
Avete presente che non tutti i grigi sono uguali? C'è il grigio piatto, noioso, apatico, e c'è il grigio gravido, speranzoso, quello da cui possono originare cose… no, forse la metafora non calza molto. E allora facciamo che il grigio-Stoner è un grigio cangiante, che cambia sfumatura a seconda di chi lo legge. Il grigio-Stoner può essere apprezzato solo da chi lo guarda con occhi non giudicanti, non additanti.
Per me è stato un grigio tendente al bianco. Tendente alla luce. La luce che attraversa un prisma e proietta l'arcobaleno, come nel disco dei Pink Floyd.

Io l'ho visto, l'arcobaleno, nella vita di Stoner. Era nella terra che coltivava da ragazzino, nelle pagine dei libri che sfogliava da adolescente, nella sbilenca amicizia con due colleghi, nell'eco delle sue parole nelle aule colme di studenti, nella passione per l'insegnamento, nella quieta sopportazione di un matrimonio infelice, negli occhi di sua figlia, nel coraggio di non piegarsi ai compromessi, nell'amarezza della speranza disattesa. In Katherine. 
Una sera, mentre si avvicinava la fine del loro soggiorno, Katherine disse tranquilla, quasi con tono assente: «Bill, se non avremo nient'altro, avremo avuto questa settimana. È un pensiero molto infantile?».
«Non importa se è infantile o no», disse Stoner. Poi annuì: «È vero». «Allora lo dirò», concluse Katherine. «Avremo avuto questa settimana».
Durante la lettura mi hanno accompagnato sensazioni già sperimentate in altri romanzi: penso a Un uomo solo di Isherwood, per il senso di solitudine che aleggia tra le righe; penso a Drogo de Il deserto dei Tartari buzzatiano, per l’attesa, l’illusione, che ci sia qualcosa in più. Penso al Baldwin di Dimmi da quanto è partito il treno, che ho ritrovato nei dialoghi tra Stoner e Katherine - ma io Baldwin lo ritrovo un po' in ogni dove, quindi su quest'ultimo parallelismo non fateci troppo affidamento.

E se la sua è stata una vita piena di niente, beh, la voglio anche io così piena di niente. 
«[...] Certe volte penso a quello che mi sono perso, ai posti in cui non sono stato e… diavolo, Bill, la vita è troppo corta. Perché non te ne vai anche tu? Pensa a tutto il tempo che…».
«Non saprei cosa farmene», disse Stoner. «Non ho mai imparato».

sabato 2 marzo 2013

Marzo - cosa ci aspetta in libreria?!

Salve a tutti! A febbraio sono usciti tanti romanzi interessanti, ma anche marzo ci riserverà un sacco di bei libri!
Al solito ne ho aggiunti tanti alla mia wishlist, e mi chiedo se avrò mai il tempo di leggerli tutti. (Ci vorrebbe una seconda vita parallela da dedicare solo ed esclusivamente ai libri... *_*) Eccoli qui...

Chaos
di Lauren Oliver
5 marzo - Piemme - 380 pagg., 17 €
Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo prima che raggiunga i sedici anni. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi ed essere emarginata dalla società, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle che ha votato la sua vita a combattere contro chi vuole renderli privi di emozioni. L’amore tra Lena e Alex comincia tumultuoso e cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge per unirsi definitivamente alla ribellione, ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Ora Lena è da sola nelle Terre Selavagge, senza Alex, che ha visto cadere dall’altra parte della rete, senza la sua amica Hana, con cui ha litigato prima della fuga, e senza la vita che conosceva. E vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex...


Hybrid. Quel che resta di me
di Kat Zhang
6 marzo - Giunti - 416 pagg., 14.50 €
In un mondo alternativo, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l’anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell’infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un’aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l’altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l’una dell’altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l’esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto.


L'amore invisibile
di Eric-Emmanuel Schmitt
6 marzo - E/O - 192 pagg., 17 €
Due giovani innamorati amano in segreto il bambino che non potranno mai avere. Uno stimato medico sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, trova la pace grazie all'amore di un cane fedele. Un uomo ama sua moglie nel ricordo del primo marito della donna. Una madre riscopre l'amore per il figlio quando qualcuno vorrà strapparglielo via. Séverine e Benjamin capiscono attraverso gli occhi di una ragazza condannata da una malattia incurabile di aver perduto l'amore di una vita. Spesso l'amore è difficile, deve aggirare le convenzioni sociali, dev'essere frutto della volontà, deve essere desiderato. Non conosciamo il disegno segreto della nostre vita, ma sappiamo che l'amore è la sua architettura invisibile. Non ci resta che cominciare a costruire.


Sospetto
di Percival Everett
6 marzo - Nutrimenti - 240 pagg., 16 €
Ogden Walker è sostituto sceriffo in una sperduta cittadina del New Mexico. Ha la pelle nera, una rarità da quelle parti. Ama il lavoro, anche se non necessariamente il suo, e lo svolge con impeccabile zelo. Ama soprattutto la pesca alla mosca, e rifugiarsi a casa della madre per strapparle consigli e cucina casalinga. È single, proprio come Jenny. Ogden la conosce perché qualcuno le ha ucciso la madre. Un mistero bello e buono, nessuna impronta sulla scena del crimine. Ma un morto non è mai abbastanza nel desolato West, e altri omicidi si accumulano. Ogden insegue fragili indizi in giro per il paese, urta su moventi inconsistenti. La caccia alla verità – o al fantasma della verità – lo porta nei quartieri a luci rosse di Denver, poi in una sgangherata comune hippie. Ma gli omicidi continuano a crescere, crescono le false piste, e l'indagine di Ogden sembra non avere via d'uscita.


Anger
di Isabel Abedi
7 marzo - Corbaccio - 324 pagg., 16.40 €
Ce l’hanno fatta: tre settimane su un’isola deserta al largo di Rio de Janeiro, dove telecamere nascoste li riprenderanno ventiquattr’ore al giorno: saranno attori di un film dalla trama imprevedibile. Sono dodici ragazzi e ognuno di loro ha un motivo particolare per partecipare, sogni da coltivare e segreti da custodire. L’isola è un paradiso, ma il ruolo che i ragazzi scoprono di dover ricoprire è inquietante: undici vittime e un assassino…È solo un gioco, nessuno morirà per davvero, eppure quando Joker viene trovato sfracellato sugli scogli capiscono che il film dei loro sogni si è trasformato in un horror...




Niente fiori per gli scrittori
di Gianluca Morozzi
20 marzo - Fernandel - 312 pagg., 16 €
L'esordio demenziale dei Despero quindicenni. L'adolescenza di Aldo Ferro. Una strega mutante dei fumetti appassionata di giovani scrittori bolognesi. Un musicista che compone canzoni per Mina e per Mietta all'insaputa di Mina e di Mietta. Le investigazioni di nonno Graziani. La Monica di Monza. L'orribile dramma di Willy il Coyote. Un immortale in autogrill. Un bisnonno nel buco del tempo. La Sposa Celeste. Lajos contro gli orrendi fidanzati della Betty, e tante altre storie ancora. I migliori racconti dei primi anni della carriera di Gianluca Morozzi appaiono in un unico volume, curati da Alberto Sebastiani.



Una posizione scomoda
di Francesco Muzzopappa
22 marzo - Fazi - 200 pagg., 14 €
Fabio è un giovane sceneggiatore di talento diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Un ragazzo destinato a grandi cose, una promessa del cinema italiano. Dopo diversi tentativi andati a vuoto, purtroppo l’unico modo che ha per sbarcare il lunario è scrivere copioni per il cinema a luci rosse, tacendo il suo lavoro ai genitori e agli amici che lo immaginano autore di teatro. Così, invece di veder realizzato Il Cielo di piombo, un’opera che nasconde da anni nel cassetto, a Fabio tocca scrivere sceneggiature come I ragazzi del culetto, A volte ritrombano e L’importanza di chiavarsi Ernesto, quest’ultimo candidato al Festival del Porno di Cannes dove Fabio sarà in lizza per il famoso Zizi d’or. Ma lì avrà inizio il disastro...


Che ne pensate? Ne aspettate qualcuno anche voi?

mercoledì 27 febbraio 2013

Recensione: "Warm Bodies" di Isaac Marion



Warm Bodies
Autore: Isaac Marion
Traduttrice: Tiziana Lo Porto
Editore: Fazi (collana Lain)
Data di uscita: 27 ottobre 2011
Pagine: 269
Prezzo: cartaceo 14,50 €, e-book 1,99 €

R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con...

Mi fa sorridere che ciò che un po' mi "preoccupava" riguardo questo libro, ovvero l'idea di uno zombie pensante che torna (in un certo senso) alla vita grazie alla potenza dell'amore, si sia rivelato in realtà il suo punto di forza. Sì, perché è proprio sull'originalità della storia e della figura di R che si regge l'intero romanzo.
Sono cresciuto a pane e film horror, e gli zombie che preferisco sono quelli "classici", dalla camminata lenta e ciondolante, non pensanti, affamati di carne fresca. Allo stesso tempo, però, devo anche confessare che non sono uno di quei tradizionalisti un po' schizzinosi che storcono la bocca quando si trovano di fronte alle reinterpretazioni, anzi sono particolarmente interessato alle storie che cercano di modificare quello è che l'immaginario comune riguardo determinate creature sovrannaturali.
cover originale
Nei confronti di Warm Bodies nutrivo una sorta di lieve titubanza (ma anche mooolta curiosità, eh!), più volte mi son chiesto quanto potesse risultare plausibile un personaggio del genere. E invece, con stupore, devo ammettere che l'autore è riuscito a rendere credibile ciò che fino a poco tempo fa consideravo impensabile, anche grazie all'espediente del cervello mangiato che trasmette allo zombie sprazzi di ricordi, pensieri, vita passata della persona uccisa. Quest'idea dello zombie che mangia cervelli per aggrapparsi alla vita altrui, per vivere una sorta di vita surrogata che a lui, in quanto morto, è venuta a mancare, l'ho apprezzata molto, l'ho trovata romantica e anche un po' struggente.
Il protagonista e voce narrante della storia, che ricorda solo la lettera iniziale del proprio nome, è davvero favoloso. È praticamente impossibile non adorare R, la sua dolcezza e tenerezza, i suoi "discorsi" biascicati e i problemi di dizione, la forza d'animo e la voglia d'amore con le quali cerca di modificare la sua natura.
E poi mi ha fatto proprio piacere leggere un romanzo destinato a un pubblico young-adult con protagonista maschile (cosa che mi pare rara negli YA che arrivano in Italia - o forse sono ignorante io che ne conosco pochi?!) e soprattutto che fosse lui quello completamente cotto mentre il personaggio femminile quello da avvicinare, "convincere" riguardo questa storia d'amore assurda ma possibile, e non viceversa (cosa stra-abusata).
Insomma, tanti elogi, tanti aspetti positivi. E allora vi verrà sicuramente spontanea la domanda: "perché quindi questo voto basso, cosa ti ha deluso?". Be', il problema principale è che mi ha coinvolto poco, o meglio, in modo piuttosto ballerino. Ho trovato geniali e divertenti l'incipit (Sono morto, ma non è poi così male.) e i primi capitoli,  però poi ci sono state delle parti che ho trovato estremamente lente e altre che mi sono parse un po' confusionarie e assurde (ad esempio quando R sente la voce collettiva delle persone che ha divorato, o quando si mette a dialogare con Perry - voglio dire, capisco che mangiando il suo cervello R possa assaporarne anche i ricordi, e che quindi qualcosa nella sua coscienza si smuova e gli faccia provare un certo interesse nei confronti della ragazza di Perry, ma da qui a farli conversare nella sua mente ce ne vuole!).
È stato davvero un peccato, perché la lettura procedeva bene, mi interessava, coinvolgeva, ma poi purtroppo... l'abisso. A me piace farmi trascinare e catturare dai libri, adoro quando sto facendo altro e la mente mi torna sempre alle pagine che ho lasciato sul comodino ad aspettarmi. Invece questo a un certo punto ho iniziato a leggerlo proprio con fatica, controvoglia, lo lasciavo per giorni a prender polvere senza nemmeno aprirlo, sbuffavo quando lo vedevo... Alla fine, comunque, ha vinto la curiosità di sapere come si sarebbe concluso, e son contento di aver terminato la lettura, anche perché a una settantina di pagine dalla fine riprende il ritmo iniziale e scorre via che è una meraviglia.
Quindi... be', che dire... mi aspettavo molto ma molto di più, anche perché avevo letto una marea di pareri positivi e avevo pure escogitato un modo un po' subdolo per averne una copia (vi ricordate?). È una sorta di favola moderna, non troppo riuscita, carina da leggere, ma... niente di particolare, senza infamia e senza lode.

Tre stelle teschi!
Avevo aspettative altissime, ma mi ha un po' deluso.
Lettura carina, ma niente di eccezionale!


Le città per le quali vaghiamo sono talmente dei ruderi che mi sa che il mondo è quasi arrivato al capolinea. I palazzi sono crollati. Le strade sono intasate di macchine arrugginite. I vetri sono quasi tutti rotti e il vento che soffia dentro i grattacieli geme come un animale in agonia. E mica lo so cos’è successo. Malattia? Guerra? Collasso sociale? O siamo stati solo noi? I Morti stanno rimpiazzando i Vivi? Non credo sia poi così importante. Quando arrivi alla fine del mondo, non importa che strada prendi.

Warm Bodies
#0.5 The New Hunger, 2013 (The New Hunger, 2013)
#1 Warm Bodies, 2010 (Warm Bodies, 2011)
#2 (titolo ancora sconosciuto), 2014

domenica 3 febbraio 2013

Febbraio - cosa ci aspetta in libreria?

Febbraio è arrivato e, oltre a portarmi una bella influenza, ha in programma parecchie uscite interessanti in libreria! Ce n'è un po' per tutti i gusti, devo dire.

Questi sono i titoli che mi sono segnato, per le mie letture future...


Paradisi perduti
di Ursula K. Le Guin
10 febbraio - Delos Books - 144 pagg., 11.80 €
Sono passati centoventi anni dalla partenza dalla Terra, e ne mancano ancora più di quaranta all'arrivo a Nuova Terra, il pianeta che, si spera, potrà ospitare la prima colonia umana fuori dal sistema solare. L'astronave è gigantesca. La vita a bordo delle migliaia di esseri umani è perfettamente programmata, per conservare l'equilibrio sociale, biologico, ecologico, genetico. Ma ora, alla quinta generazione nata in viaggio, sta accadendo qualcosa di imprevisto: molti semplicemente non vogliono arrivare a destinazione. La vita sull'astronave è perfetta, perché lasciarla per un futuro incerto su un ignota palla di polvere? Ma il conflitto tra chi vuole portare a termine la missione e chi vuole continuare il viaggio all'infinito non è l'unica crisi che mette in crisi la missione. I navigatori della nave sono a conoscenza di un segreto che potrebbe far precipitare gli eventi con risultati imprevedibili.


Stay - Un amore fuori dal tempo
di Tamara Ireland Stone
5 febbraio - Mondadori Chrysalide - 336 pagg., 16 €
Anna e Bennett non avrebbero mai potuto incontrarsi: lei vive nel 1995 a Chicago, lui nel 2012 a San Francisco. Ma Bennett si ritrova nel 1995 perché può viaggiare nel tempo, pur con il divieto di cambiare il corso degli eventi, per cercare sua sorella che si è perduta in una dimensione temporale sbagliata. Ma se un battito di farfalla può provocare un uragano all'altro capo del mondo, cosa potrà provocare un sentimento potente come l'amore che nasce con diciassette anni di anticipo? Anna e Bennett si perdono e si ritrovano incrociando i loro destini paralleli, ma dovranno trovare il modo di fermare la corsa dell'orologio che ticchetta nelle loro esistenze. Quanto sono pronti a perdere? Quali conseguenze saranno disposti a sopportare alterando gli eventi che li circondano?


L'uomo che voleva fermare il tempo
di Mitch Albom
6 febbraio - Rizzoli - 280 pagg., 17 €
In un angolo appartato della vecchia New York, c’è una piccola bottega che vende orologi di ogni epoca e foggia. È qui, nell’atmosfera sospesa di uno stanzino pieno di polvere e di vecchi ingranaggi, che si incrociano i tormentati cammini dei protagonisti di questo romanzo: Sarah, la ragazza solitaria dagli occhi tristi e il cuore in tumulto; Victor, il vecchio magnate disposto a tradire gli affetti più cari in cambio di un po’ di futuro; e infine Dor, l’uomo che per l’ossessione del tempo ha perso l’amore e l’innocenza. Solo cercando il coraggio di superare i rispettivi dolori, i tre potranno impugnare il destino e ribaltare una storia che sembrava già scritta. Nel nome di un tempo, quello del cuore, che non si compra e non si misura, che ci rende liberi proprio perché non si può fermare.


Il cuore innanzitutto
di Claudia Priano
7 febbraio - Guanda - 250 pagg., 18 €
«Quella è una ragazzina speciale, vedrai, un giorno lo scoprirai.» Questo dice Marta a suo marito Andrea. E Andrea, coinvolto in un evento inatteso che porterà un cambiamento non comune nella sua vita, riconoscerà il valore di sua nipote, Nina, che si affaccia all’età adulta, diventando una donna. Il passaggio avviene nell’arco di un solo anno, ma non potrebbe essere più radicale e straordinario. Per sfuggire alla sua famiglia, devastata da rancori e profonde frustrazioni, Nina si è rifugiata in un mondo di personaggi immaginari, a cui dà vita costruendo storie a partire da vecchie fotografie. Questo però ha dato a Nina occhi più sottili per gli altri, e quando, per una fatale concatenazione di fatti drammatici, sarà chiamata a dimostrarlo, non esiterà.
Sarà un viaggio del tutto inatteso e costellato di imprevisti, anche comici, a darle identità e coraggio, su un pullman sgangherato e su auto di fortuna, verso un paese, una cultura e un popolo che sono diventati l’emblema dell’«altro»: i rom. In mezzo a loro, Nina scoprirà l’umanità dei diversi, e una famiglia allargata dove parlarsi davvero, con il cuore, oltre il muro dei pregiudizi, ritorna a essere una possibilità concreta: la più importante, la più preziosa che abbiamo.


Cate, io
di Matteo Cellini
22 febbraio - Fazi Le strade - 200 pagg., 16 €
Caterina è un’adolescente e vive in un paesino di provincia, Urbania. La sua vita si divide tra liceo e famiglia, come quella di una diciassettenne qualsiasi. Cate però non è come gli altri: è obesa, come tutti i suoi familiari. Una vita di discriminazioni le ha insegnato che il mondo è diviso in “persone” e “non-persone”, a seconda della taglia. Caterina è una “non-persona” che fa uno sforzo sovrumano ogni volta che esce di casa. Il coraggio che sfodera per camminare in pubblico la trasforma in una supereroina: “Cater-pillar”, “Super-Cate”, “Cate-ciccia”; una tutina stretta su un corpo enorme, ingombrante e ridicolo è il segno della sua diversità. Convinta che il mondo dei “normali” sia ostile per natura agli obesi, Cate usa tutta la sua intelligenza per anticipare e neutralizzare le cattiverie che gli altri sicuramente le rivolgeranno. Due persone tentano di forzare la solitudine di Caterina: la sua professoressa d’italiano, amica e complice nell’amore per la letteratura, e Anna, compagna di classe a cui Cate ha impietosamente rifilato il nomignolo “annoievole”. Ma c’è dell’altro a terrorizzare Caterina: l’imminente 17 dicembre, giorno del suo diciottesimo compleanno, simbolico giro di boa e passaggio dalla gabbia confortevole della famiglia a un’emancipazione bramata e insieme spaventosa.


Cuore cavo
di Viola Di Grado
13 febbraio - E/O - 176 pagg., 16 €
In un romanzo coraggioso e sorretto da una scrittura formidabile per originalità e poesia, Viola Di Grado racconta la storia di un suicidio e di ciò che lo segue. Una folgorante invenzione della vita dopo la morte: la nostalgia, l’amore, la frequentazione “fantasmatica” delle persone care, la solitudine e l’incomunicabilità, in un aldilà cupo e ribollente, senza pelle e senza sensi, dominato da una natura crudele, che sfalda i corpi, ma anche da una vita ostinata che a questa morte si sottrae. Si rimane seriamente scossi da questa lettura, in cui Di Grado conferma appieno la sua unicità.
Un romanzo che fa paura: la disgregazione dei corpi, la sopravvivenza dell’“anima”, la tristezza e il rimpianto per la vita che non riesce a ricomporsi ma continua a incedere e spiare, vagando in un mondo deserto ma affollato, dove i vivi non possono più vederti e sentirti ma i morti restano all’erta, impauriti, in ascolto. Un romanzo sulla morte e sulla “vita-dopo-la-morte” innovativo e conturbante, la conferma evidente di uno dei maggiori talenti della narrativa di questi anni.


Vapore
di Marco Lodoli
26 febbraio - Einaudi - 120 pagg., 14.50 €
"Mi chiamo Maria Salviati, ho settantadue anni, insegnavo scienze e un po' di biologia alla scuola media, ho un figlio, forse un marito, anche se è sparito nel nulla da trent'anni". Maria Salviati è "la professoressa", e cosi la salutano ancora i ragazzi che la incontrano per strada. Adesso però è una donna anziana, sola, che fa fatica a tenere a mente le cose e per questo le ripete. E quando anche la casa di campagna diventa troppo complicata da gestire si rivolge a Gabriele, un giovane agente immobiliare, con l'intenzione di venderla. E a lui, giorno dopo giorno, in attesa dei clienti, che Maria racconta la propria vita: i tanti episodi che quei muri hanno visto, ma soprattutto la storia del conflitto tra i due uomini della sua vita: il marito Augusto - il giocoso e inconcludente mago Vapore - e il figlio Pietro comunista e sognatore.


I baci non sono mai troppi
di Raquel Martos
6 febbraio - Feltrinelli - 336 pagg., 15 €
Questa storia, che non parla di principi azzurri e principesse, inizia in Spagna molti anni fa, quando la tv era ancora in bianco e nero, le bambine ballavano con l'hula hoop e scendere in strada a mangiarsi un panino era una grande avventura. Un giorno, a scuola, Lucia conosce Eva. Spavalda, coraggiosa e indomita come i suoi capelli, la prima. Timida, riflessiva e avida divoratrice di fagiolini crudi, la seconda. Hanno entrambe solo sette anni, ma fin dal primo momento diventano amiche per la pelle. Insieme divideranno sogni, segreti sussurrati nell'orecchio perché il ragazzino accanto non senta che si parla di lui, conquiste e delusioni, in un rapporto fatto di complicità e mille risate, tanto rumorose da attirare sempre i rimproveri degli adulti. Finché, intorno ai trent'anni, un litigio le separerà. Anni dopo, all'aeroporto di Madrid, le due donne si incontrano di nuovo. Lucia, single, è una manager in carriera. Eva, invece, dopo aver rinunciato al teatro per dedicarsi alla famiglia, si barcamena tra la fine del suo matrimonio e la figlia Lola, una piccola piratessa di cinque anni. L'amicizia di un tempo è ancora viva, come e più di prima. Ma Lucia non può immaginare che Eva sta per chiederle il favore più importante della sua vita.


Che ne pensate? Ne aspettate qualcuno?

martedì 29 gennaio 2013

Teaser Tuesdays #35



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Buon pomeriggio a tutti! Il 7 febbraio (data in cui uscirà il film nei cinema italiani) si avvicina, così ieri sera ho finalmente deciso di iniziare a leggere Warm Bodies. Ecco, quindi, il teaser di oggi...
Non conosco nessuno che abbia ricordi precisi. Solo una vaga conoscenza residua di un mondo che non c’è più. Immagini sbiadite di vite passate che s’attardano come le membra di un fantasma. Riconosciamo gli edifici frutto della civiltà, le macchine, una visione d’insieme – ma in cui non abbiamo alcun ruolo individuale. Nessuna storia. Noi siamo qui e basta. Facciamo quel che facciamo, il tempo passa e nessuno pone domande. E tuttavia, come ho già detto, non è poi così male. Potremmo sembrare degli idioti, ma non lo siamo. Gli ingranaggi arrugginiti della ragione continuano a funzionare, anche se vanno talmente lenti che dall'esterno il movimento è quasi impercettibile. Ci lamentiamo e brontoliamo, facciamo spallucce e annuiamo, e di tanto in tanto viene fuori anche qualche parola. Non è poi così diverso da prima.
Ma l’aver dimenticato come ci chiamiamo mi rende molto triste. Tra le tante cose, questa mi sembra la più drammatica. Il mio nome mi manca e mi spiace per quello degli altri, perché vorrei amarli, ma non ho idea di chi siano.

[da Warm Bodies di Isaac Marion, pag. 12]
E voi cosa state leggendo? Fatemi sapere lasciando il vostro teaser nei commenti!

giovedì 29 novembre 2012

Matched Read-Along #6: Dreamcast!

Buongiorno a tutti e benvenuti alla sesta tappa della Matched Read-Along, bellissima iniziativa organizzata dal blog Sweety Readers!
Dopo le tappe di Juliette (che trovate qui) e dopo quella di Mr. Ink (qui), è giunto il mio momento per parlare di Matched, il bellissimo distopico scritto da Ally Condie. Ho finito di leggerlo qualche giorno fa, e devo confessarvi che mi ha regalato non poche emozioni.
Durante la lettura, oltre a soffermarmi sulla storia, la società descritta, i personaggi, e via dicendo, ho pensato anche ad altro, ho immaginato delle facce, degli attori da associare alle persone che ho incontrato nel libro.
Vi dico la verità: non è stato per niente facile, eh. Di solito, quando con la fantasia cerco di vedere un personaggio, gli associo le sue varie caratteristiche fisiche ma la faccia rimane sempre un po' indefinita, sfocata. Questa volta è stato diverso. Siete curiosi di sapere cosa ha 'partorito' la mia mente? Allora vi lascio al mio...
Per i personaggi principali è stato più semplice, sono descritti piuttosto dettagliatamente. Vi presento i miei Cassia, Xander e Ky...

Per i personaggi minori invece ho avuto qualche problema in più. A parte il colore dei capelli di Molly, non ho trovato altre descrizioni fisiche (forse mi sono sfuggite?), quindi diciamo che sono andato un po' a intuito... :-P


Be', che ve ne pare? Vi piace il mio cast dei sogni? Fatemi sapere, mi raccomando!

Ora passiamo al nuovo mini contest! Siete pronti?!
Qual è il vostro DREAMCAST?
Immaginate i personaggi, se volete potete anche aggiungerne altri, sbizzarritevi! Io e Juliette sceglieremo i quattro (due a testa) commenti più belli che si aggiudicheranno due e-books distopici! I vincitori verranno annunciati nella prossima tappa, ovvero lunedì sul blog Sweety Readers. Ora... a voi la parola! :)

martedì 20 novembre 2012

Teaser Tuesdays #29



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Buona sera a tutti! La scorsa settimana, come forse sapete, è partita la Matched Read-Along organizzata da Juliette. Io sono un po' in ritardo, tant'è che ho iniziato solo oggi la lettura di Matched, ma sono sicuro di recuperare velocemente! Intanto, vi lascio al teaser di oggi...
Non posso conservare la torta per dopo. O la mangio ora o mai più.
Ho appena messo in bocca l'ultimo pezzo, quando il presentatore dice: «Siamo pronti ad annunciare gli Abbinamenti».
Mando giù per la sorpresa e, per un secondo, provo un inaspettato impeto di rabbia: non sono riuscita ad assaporare l'ultimo boccone di torta.
«Lea Abbey».
Lea, alzandosi, torce furiosamente il suo braccialetto, nell'attesa che il volto compaia sullo schermo. Però sta attenta a tenere le mani in basso, di modo che il ragazzo che la guarderà da un altro Municipio chissà dove vedrà solo una bella ragazza bionda e non le sue mani agitate che girano e rigirano il braccialetto.
È strano che ci aggrappiamo agli oggetti del passato mentre attendiamo il nostro futuro.

[da Matched di Ally Condie, pag. 14]

Voi cosa state leggendo? Se vi va, lasciate pure il vostro teaser nei commenti! :)

domenica 14 ottobre 2012

Recensione: "La stella nera di New York" di Libba Bray


Ringrazio la gentilissima Giulia dell'ufficio stampa di Fazi/Lain per avermi inviato in anteprima una copia ARC del romanzo! :)


Titolo: La stella nera di New York
Titolo originale: The Diviners
Autrice: Libba Bray
Traduttrice: Donatella Rizzati
Data di uscita: 12 ottobre 2012
Editore: Fazi (collana Lain)
Pagine: 585
Prezzo: cartaceo 14.90 €, e-book 6.99 €


Trama: New York City, 1926. I vetri dei grattacieli risplendono dei bagliori di mille feste animate da balli sfrenati a ritmo di charleston e dal tintinnio delle perle sui vestiti luccicanti. L'alcol scorre a fiumi nonostante i divieti e, a giudicare dall'effervescenza di Manhattan, il mondo sembra destinato a un futuro radioso. È qui che in seguito all'ennesima eccentricità viene spedita dai genitori l'irriverente Evie O'Neill, una ragazza dell'Ohio che non aspetta altro che tuffarsi tra le infinite possibilità offerte dalla metropoli. A ospitarla è lo zio Will, un professore, parente dei Fitzgerald, che dirige il Museo Americano del Folklore, delle Superstizioni e dell'Occulto, detto anche Museo del Brivido: un luogo magico dal fascino decadente, che custodisce nelle sue teche e tra i suoi bui corridoi le tracce del retroterra misterioso dell'America. Ma quando lo sfolgorio della città viene oscurato da una serie di delitti a sfondo esoterico, New York precipita in un vortice di paura ed Evie, che da subito assiste lo zio nella consulenza alla polizia, è chiamata a collaborare alle indagini, anche per quel suo dono di vedere il passato delle persone toccando un oggetto a loro appartenuto. Muovendosi tra fumosi jazz club e bassifondi urbani, scintillanti negozi e sale spettrali, la ragazza s'inoltrerà insieme a molti compagni di strada in un gorgo di eventi evocato dal passato, e che nel passato dovrà essere ricacciato, pena il sopravvento di un antico male oscuro.

Il mio commento

cover originale
Piccola premessa: i libri molto lunghi, i mattonazzi che superano le 500 pagine, a me mettono un po' d'ansia. Ho sempre paura che siano troppo lenti o prolissi, di incappare nella noia, e per un lettore non c'è nulla di più brutto del ritrovarsi in una storia che si trascina a fatica. Inutile quindi dire che quando mi sono ritrovato questo libro tra le mani (con ben cento pagine in più di quelle previste dalla newsletter della Fazi) ho iniziato a sudare. (Lo so, è un comportamento stupido, ma sono fatto così.) Be', ho sudato poco, perché dopo aver letto il primo capitolo ero già completamente perso. Libba Bray, col suo stile, mi ha proprio stregato.

La storia è ambientata nella New York degli anni Venti, quando imperversava il jazz e i giovani dimostravano la loro insofferenza nei confronti del proibizionismo e si riunivano di nascosto nei bassifondi, gli anni dei gangster e degli allibratori nelle strade e delle donne con i capelli alla maschietta.

È qui che viene mandata Evie, diciassettenne dell'Ohio, in seguito a un episodio spiacevole avvenuto nella sua piccola cittadina d'origine: i genitori pensano di farle un dispetto, ma in realtà non sanno che è proprio ciò che la ragazza desidera. La grande città è per lei sinonimo di libertà e avventura, di nuove esperienze e sogni di gloria. Sarà ospitata dallo zio Will, direttore del cosiddetto Museo del Brivido, e dal suo assistente Jericho, un ragazzone che vive immerso nei libri. E ben presto dovrà fare i conti col male, nascosto nel buio delle strade newyorkesi: una serie di delitti a sfondo esoterico sconvolgerà la città e lei - che possiede il dono di vedere il passato delle persone toccando un loro oggetto - si ritroverà a collaborare con lo zio nelle indagini della polizia.

Insomma, sì, una trama apparentemente semplice e che sa di già sentito, ma che in realtà si rivelerà intricata, particolare, e soprattutto densa, grazie anche alla miriade di personaggi che il lettore ben presto incontrerà e imparerà a conoscere. Tante piccole storie e grandi dolori passati, che inizialmente possono causare spaesamento e paura di perdere il filo, con personaggi che possono sembrare messi lì tanto per far numero e creare confusione, ma che andando avanti si intrecciano in maniera magistrale in un unico destino.

Oltre ai già citati Evie, Will e Jericho, tante altre figure forti e interessanti, sapientemente ben delineate dalla scrittura della Bray, coinvolgono e intrigano: Theta e la sua corazza di cinismo, Henry e il suo sogno di diventare qualcuno, Mabel e la sua dolcezza, Sam e la sua spavalderia, Memphis e i suoi rimpianti. Mi sono affezionato un po' a tutti, ecco.

Immergermi in questa storia, lontana dalla contemporaneità, dai cellulari, da internet e dai marchingegni moderni, è stata una ventata d'aria fresca. Pensavo che l'ambientazione anni Venti, così distante e retrò, non mi avrebbe entusiasmato e invece è capitato esattamente l'opposto. Merito anche della Bray, suppongo, che ha saputo renderla verosimile grazie a tutta una serie di particolari e di descrizioni. È stato facilissimo immaginarla nella mente e viverla.


E poi, tanto per aggiungere un ulteriore punto di forza al romanzo, non mi ha mai annoiato. Quasi seicento pagine, e non ho trovato un punto morto, un momento pesante. Nell'aria Tra le pagine aleggia costantemente la minaccia di un qualcosa di malefico in arrivo, pian piano tutti i pezzi del puzzle cominciano ad andare al loro posto, e io mi sono sentito con gli occhi e le dita incollati alle pagine. Ripeto, Libba Bray mi ha proprio stregato. E tutti i piccoli spunti, gli indizi sul futuro, che ha sparso nel finale, mi fanno presagire un secondo capitolo davvero... epico. Non vedo l'ora di leggere il seguito. Maledetta attesa!




The Diviners
La stella nera di New York (The Diviners) è il primo capitolo di una tetralogia. Non si conoscono ancora né il titolo né la data di uscita del seguito. Maledizione! ._.