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domenica 11 novembre 2012

Recensione: "La piccola equilibrista" di Stefano Vignati




TitoloLa piccola equilibrista
Autore: Stefano Vignati
Data di uscita: 25 novembre 2011
Editore: 0111edizioni (The Best of 0111)
Pagine: 226
Prezzo: cartaceo 15.50 €, e-book 9.99 €

Alessia è un’orfana capace di camminare in equilibrio sui fili del telefono. E a Nathaniel, titolare di un Circo, questa dote non può che ingolosire. Quando parte per rapirla si aspetta un’adolescente impaurita.
Niente di più sbagliato.
In un paesello di montagna che diventa un cupo labirinto di fughe e paure, di fronte a una bambina che si rivela essere tutt’altro di quanto pensassero, Nathaniel e il suo gruppo si trovano invischiati in una caccia senza tregua.
Una caccia che esige un solo vincitore.

Il mio commento

Su Alessia, la giovane equilibrista che corre sui fili del telefono, se ne sentono di tutti i colori: tra gli abitanti di Fasterna, un piccolo paese di montagna, c'è chi la considera una leggenda, chi una dea protettrice della popolazione, chi racconta di averla già vista anche sessant'anni prima, e poi ci sono i bambini, che giurano sia reale e che non vedono l'ora di incontrarla di nuovo per giocare con lei.
Le doti della ragazza fanno gola a Nathaniel, capo del Circo dei bambini, che ben presto si metterà sulle sue tracce, insieme al fidato collaboratore Toretto e a Vince e Cordelia, due sicari assoldati per l'occasione. I quattro si troveranno a rincorrere Alessia per il paese, tra capannoni, case abbandonate e boschi, convinti di avere a che fare con una semplice ragazzina con la voglia di essere libera, ma dovranno fare i conti con un'assurda verità.

Chi è veramente Alessia? E cos'è disposta a fare pur di continuare a correre liberamente per Fasterna?
Ecco, queste sono state le due domande che mi hanno martellato la mente durante tutta la lettura.
E alla fine le risposte tanto agognate sono arrivate, assolutamente imprevedibili, stupendomi non poco.

Stefano Vignati ha dato vita a una storia originale, intrigante e ben congegnata, che avvince il lettore in una morsa di tensione e lo stravolge con continui colpi di scena, domande, dubbi, ribaltamenti.
È sempre sorprendente avere tra le mani l'opera di un giovane esordiente che ha la capacità di catturarmi fin dalle prime pagine, di trasferirmi nella storia e farmela vedere e vivere come fossi io stesso il suo protagonista, di tenermi incollato alle pagine con addosso il brivido, l'avidità, la smania di andare avanti.
Non mi capita spesso di leggere trattenendo il fiato. E ancor meno di saltare delle righe pur di sapere cosa succederà, per poi tornare subito indietro, con la paura di aver perso qualcosa di importante, e rileggere tutto con calma. Ma quando capita, cavolo... che soddisfazione!

Oltre allo stile, alla scrittura semplice, immediata, che scorre veloce, mi hanno colpito molto i personaggi, tutti interessanti, carismatici e ben caratterizzati. In particolar modo, oltre ad Alessia e all'aura di mistero in cui è avvolta, mi è rimasta impressa Cordelia/Sabrina: una donna dal passato difficile e doloroso, che da bambina ha dovuto subire i maltrattamenti e gli sbeffeggiamenti della madre, e che da grande, nonostante il lavoro 'forte' che svolge (è una killer professionista), è rimasta un'insicura, una sorta di burattino soggiogabile e manipolabile pronto a credere a tutto pur di ricevere in cambio un po' d'amore. Spesso mi sono ritrovato a pensare, rabbioso, ma guarda che stupida!, però allo stesso tempo ho provato tanta tenerezza ed empatia nei suoi confronti. L'ho capita.
Rimango sempre particolarmente affascinato dalle storie in cui i carnefici si trasformano in vittime e in cui l'innocenza e l'ingenuità apparenti virano verso una celata perfidia.

Leggere La piccola equilibrista è stato un vero piacere. Certo, c'è qualche difetto (come una piccola incongruenza tra due scene, o un finale forse un po' frettoloso), ma non compromette assolutamente la lettura. Scrivere un noir/thriller così entusiasmante non è semplice, soprattutto per un autore giovane (è del '90!) e alle prime armi. Ve lo consiglio, leggetelo!

venerdì 14 settembre 2012

Friday Finds #20


Friday Finds è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading e consiste nel condividere le proprie scoperte letterarie della settimana.

Salve! In questo nuovo appuntamento della rubrica in cui presento gli ultimi libri che ho scovato, voglio presentarvi due romanzi italiani usciti da pochissimo.

Il primo è il nuovo noir di Raul Montanari. Qualche mese fa ho letto il suo Strane cose, domani, che mi è piaciuto tanto, e sono davvero curioso di leggere anche questa sua nuova opera.

Titolo: Il tempo dell'innocenza
Autore: Raul Montanari
Editore: Dalai editore (collana Romanzi e racconti)
Data di uscita: 11 settembre 2012
Pagine: 275
Prezzo: 17.50 €
Milano, maggio 1986. Damiano è un adolescente distratto, come tanti, la cui vita cambia all'improvviso quando Ivan, compagno carismatico e cinico nonostante l'età, lo coinvolge in uno scherzo ai danni di Ermanno, l'amico debole, che vive solo con la madre Regine e due inquietanti servitori. Uno scherzo che avrà un esito terribile. 2011. Damiano è un quarantenne che vive di lezioni private. La sua è un'esistenza che si svolge nella penombra, fuori da ogni socialità. Passare inosservato ed essere dimenticato sembra essere il suo scopo. Ma nascondersi per sempre non è possibile. Ermanno, che non si era più riavuto dall'episodio dell'86, si spara. Per vendicarlo Regine, donna dalle relazioni potenti e pericolose, chiede a Damiano di uccidere Ivan. In cambio gli promette qualcosa che lui non può rifiutare. Lo scambio sarà una vita per una vita.
Il secondo è molto breve ed è uscito nella sola versione e-book (a soli 0.49 €). Io l'ho già acquistato, visto il prezzo non ho resistito, penso sia un buon modo per approcciare alla scrittura della Ghinelli, autrice di cui tanto s'è parlato ultimamente perché è stata tra i finalisti del Premio Strega 2012.

Titolo: Il cantico dei suicidi
Autore: Lorenza Ghinelli
Editore: Newton Compton (collana Originals)
Data di uscita: 3 settembre 2012
Pagine: 52
Prezzo: 0.49 € (solo e-book)
Una capanna nel cuore di un bosco, un delitto per salvare se stessa e il proprio figlio, un bambino con sei dita e troppi incubi nella testa.
Cinquant’anni dopo, in quello stesso luogo, un ragazzo trova un sasso dalla forma strana. È l’amuleto che il bambino con sei dita portava al collo. Da quel momento inizierà a vedere accadimenti e fatti a cui non era preparato, ma che gli permetteranno di compiere una discesa agli inferi per recuperare parti di se stesso che aveva scordato.
Ma quando il ragazzo vedrà morire una giovane donna a chilometri di distanza da casa sua, comprenderà che il potere del sasso va ben oltre la suggestione, e che forse il bambino con sei dita e troppi incubi nella testa è tornato. Ed è cresciuto…

Che ne pensate?

venerdì 7 settembre 2012

Friday Finds #19


Friday Finds è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading e consiste nel condividere le proprie scoperte letterarie della settimana.

Buonasera! Ecco due libri scovati durante la settimana che mi hanno incuriosito molto e sono quindi finiti dritti dritti nella mia immensa wishlist!

Titolo: La piccola equilibrista
Autore: Stefano Vignati
Editore: 0111edizioni
Anno di uscita: 2011
Pagine: 232
Prezzo: cartaceo 15.50 €, e-book 9.99 €
Alessia è un’orfana capace di camminare in equilibrio sui fili del telefono. E a Nathaniel, titolare di un Circo, questa dote non può che ingolosire. Quando parte per rapirla si aspetta un’adolescente impaurita.

Niente di più sbagliato.

In un paesello di montagna che diventa un cupo labirinto di fughe e paure, di fronte a una bambina che si rivela essere tutt’altro di quanto pensassero, Nathaniel e il suo gruppo si trovano invischiati in una caccia senza tregua.

Una caccia che esige un solo vincitore.

Titolo: La ragazza del ritratto
Autore: Paul Torday
Editore: Elliot (collana Scatti)
Anno di uscita: 2010
Pagine: 275
Prezzo: 17.50 €
Durante un soggiorno nella tenuta di campagna di alcuni amici, Michael, un uomo di mezza età che con la moglie Elizabeth conduce una vita assolutamente normale e pressoché priva di emozioni, nota un quadro che rappresenta un interno e un'enigmatica figura femminile. Incuriosito dal soggetto, dopo cena commenta il dipinto con i padroni di casa e scopre che, secondo loro, nell'opera non è raffigurata alcuna presenza umana. Incredulo, decide di verificare e constata che, effettivamente, nel dipinto non c'è nessuna donna ritratta, almeno non più... Questo è solo il primo di una serie di piccoli incidenti che fanno interrogare Michael su quello che è il proprio senso della realtà. Tutto ciò che lo riguarda, abitudini, costumi, cambia improvvisamente, anche il rapporto con la moglie, ora molto più intenso e sensuale. Elizabeth si rende conto che all'uomo che ha sposato sta succedendo qualcosa, eppure il "nuovo" marito le piace molto di più. Nel frattempo Michael incontra per caso, in varie occasioni, quella che ha tutta l'aria di essere la ragazza del ritratto e contemporaneamente alcuni ricordi oscuri del proprio passato iniziano a riaffiorare...

Che ve ne pare? Li avete letti?

venerdì 6 luglio 2012

Friday Finds #11


Friday Finds è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading e consiste nel condividere le proprie scoperte letterarie della settimana.

Salve! L'estate secondo me è il periodo più adatto per leggere i gialli o i noir, leggeri e appassionanti, quindi per questa settimana ho deciso di presentarvi due romanzi appartenenti a questi generi letterari! Tra l'altro, oltre ad avere delle trame intriganti, i loro prezzi sono piuttosto allettanti, quindi... mi sa proprio che faranno parte delle mie letture estive!

Titolo: Hanno ammazzato la Marinin
Autore: Nadia Morbelli
Casa editrice: Giunti (collana A)
Data di uscita: 04/07/2012
Pagine: 224
Prezzo: 10 €
È la vigilia di Pasqua e Genova è sommersa da una pioggia torrenziale. Cullata dalle sua­denti note di una musica jazz, Nadia Mor­bel­li, redattrice quarantenne magra come un’ac­ciuga e dai capelli rosso fuoco, è immersa in un più che meritato bagno caldo, quando improvvisamente nel palazzo salta la luce. Lì per lì non ci fa troppo caso. Tre giorni dopo, però, suona alla porta un agente di polizia per comunicarle che proprio quella sera, sul suo stesso pianerottolo, è stata ammazzata «la Marinin», la petulante vicina di casa. Una vecchiaccia davvero tremenda. Un ladro alle prime armi colto sul fatto? Può darsi. Ma al­lora perché non ha toccato l’argenteria e i soldi lasciati sul comò? La tentazione è troppo forte e Nadia si fa subito prendere dalla sin­drome di Maigret, spronata anche dalle in­triganti conversazioni col dottor Prini, vice­questore-letterato, ruvido d’aspetto ma di modi fin troppo gentili... Così, tra un salto alla bocciofila, quattro chiacchiere davanti a uno stoccafisso alla ligure, e i tête-à-tête con Prini che assumono sempre più l’aria di un flirt, Nadia comincia a individuare una pista davvero interessante. Una pista che af­fonda le radici in quelle terre e in un pezzo oscuro di storia d’Italia.

Titolo: La casa dei sette ponti
Autore: Mauro Corona
Editore: Feltrinelli (collana I Narratori)
Data di uscita: 11/07/2012
Pagine: 64
Prezzo: 7.50 €
Sull’Appennino tosco-emiliano, non lontano dall’Abetone, c’è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del danaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé. Mauro Corona scrive una piccola grande storia che suona come un apologo ed è allegoria della condizione umana quando perde di vista la semplicità dei valori cardine.

Che ne pensate? E cos'avete scoperto d'interessante questa settimana? Se vi va, fatemi sapere con un commentino! Buone letture! ^^