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mercoledì 23 maggio 2012

Lost in Translation #2


Salve! Ecco finalmente il secondo appuntamento con Lost in Translation, rubrica che si occupa di segnalare traduzioni o "adattamenti creativi". La scorsa volta mi sono soffermato sull'incipit di Mi chiamo Chuck di Aaron Karo, mentre oggi voglio mostrarvi una carrellata di titoli di libri che hanno subito dei trattamenti piuttosto... particolari.

La prima parte di questo post la voglio dedicare a quegli "adattamenti" che hanno a dir poco stravolto i titoli originali, e che spesso ti fanno pensare "sì, okay, ma che diavolo c'azzecca?". Vi saranno sicuramente capitati davanti casi simili, no?
Il caso più eclatante (anche se non è a tema librario) penso sia quello del film Eternal Sunshine of the Spotless Mind (che si può tradurre con L'eterno splendore di una mente immacolata, verso di una poesia di Alexander Pope) diventato magicamente Se mi lasci ti cancello nella versione italiana: un titolo stupido e banale, che non rende assolutamente giustizia a questa meraviglia di Michel Gondry.
Avete capito il "genere"? Siete pronti? Allora... bando alle ciance, e "godetevi" l'inventiva degli editori italiani!

lunedì 30 aprile 2012

Lost in Translation #1


Come ho già detto qui, questa rubrica si occupa di segnalare traduzioni o adattamenti "creativi". Non sono un esperto di lingua inglese, quindi lungi da me stare a fare le pulci ai traduttori... però ci sono alcuni casi talmente palesi, che è difficile non accorgersene e far finta di niente.


   

Premesso che questa non è ovviamente una campagna diffamatoria nei confronti di Giunti Editore (ho commentato positivamente Mi chiamo Chuck, e ho intenzione di leggere altri libri della stessa collana), e tralasciando l'adattamento italiano del titolo (l'originale è Lexapros and Cons - dove "Lexapro" sta per il nome di un farmaco antidepressivo di cui fa uso il protagonista e "Cons" è un diminutivo usato in America per chiamare le scarpe Converse di cui Chuck è un accanito collezionista - forse poco comprensibile e meno immediato rispetto a quello usato per l'edizione italiana), mi preme soffermarmi un momento sulla resa italiana dell'incipit del romanzo. Il perché lo capirete probabilmente da soli.

L'edizione originale inizia così: 

(immagine presa da Amazon)

...quella italiana, invece:

(immagine presa dal sito Giunti Editore)

Notato nulla? Sì, okay, forse la mia può sembrare semplice pignoleria (per non dire "voglia di scassare le balle"). Però se ci pensate un attimo... che senso ha diminuire il numero delle pippe nella versione nostrana? Non vi pare un po' moralista come atteggiamento? O sono io che vedo malizia un po' ovunque? Cos'è, per gli adolescenti italiani 9 pippe a settimana sono troppe, invece 5,25 sono più... accettabili? Mah!
O magari c'è un'altra spiegazione, e io per qualche motivo non l'ho colta... può anche darsi, ci mancherebbe! Anzi, se così fosse, fatemelo presente...

Quando succedono cose di questo tipo, comunque, mi viene spontaneo soffermarmi a pensare: quanto di ciò che leggiamo (in traduzione) è vicino all'originale? Chi e perché sceglie cosa cambiare, riadattare, omettere?! Chissà... Che ne pensate?

Alla prossima!